Inchiesta Timpazzo, riesame: "Divieto a Picone e Bellavia nel settore rifiuti"
I magistrati del riesame, nei dispositivi emessi, hanno però posto il divieto, per un anno
Gela. In settimana, i giudici del tribunale del riesame di Caltanissetta, come abbiamo riferito, hanno annullato le ordinanze emesse nei confronti di quattro indagati, coinvolti nell'inchiesta sul presunto ciclo illecito dei rifiuti nella discarica Timpazzo. Sono stati revocati gli arresti domiciliari per l'ex manager della società Impianti Srr Giovanna Picone, per i tecnici di riferimento Giuseppe Bellavia e Salvatore Parlatore e ancora per il caposquadra Angelo Collodoro. Sono stati accolti i ricorsi dei legali Carmelo Lombardo e Rosa Garofalo, nell'interesse dell'ex manager (revocata dal cda della Srr4) e dei due tecnici. Per la posizione di Collodoro, invece, il ricorso è stato proposto dai legali Antonio Gagliano e Federica Vincenti. I magistrati del riesame, nei dispositivi emessi, hanno però posto il divieto, per un anno, all'esercizio della professione "in qualsiasi forma relativa al settore del trattamento e gestione rifiuti nonché il divieto di assumere uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese operanti nel predetto settore". Si tratta di una restrizione applicata a Picone e Bellavia, che al momento dell'esecuzione delle misure da parte dei carabinieri erano ancora in carica. Anche questo aspetto verrà indicato nelle motivazioni che saranno successivamente depositate dai magistrati nisseni. La prossima settimana, gli stessi giudici valuteranno il ricorso proposto dalla difesa di Salvatore Falduzza, caposquadra a sua volta sottoposto agli arresti domiciliari. La difesa, con i legali Rosario Prudenti e Alessandro Fama', ritiene non ci siano i presupposti per la restrizione. L'indagine va avanti, coordinata dalla Dda di Caltanissetta e condotta dai carabinieri.
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