Inchiesta Timpazzo, PeR: "Partiti che per anni hanno gestito non siano estranei"

Secondo "PeR", non si possono fare semplificazioni politiche

29 maggio 2026 11:36
Inchiesta Timpazzo, PeR: "Partiti che per anni hanno gestito non siano estranei" -
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Gela. Pure sul versante dell'inchiesta che tocca direttamente la filiera dei rifiuti della piattaforma di Timpazzo in area progressista non tutti la pensano allo stesso modo. I dem hanno indicato "gravi responsabilità" del governo regionale e del cda della Srr4, società che controlla Impianti Srr. Secondo "PeR", attraverso il segretario regionale Miguel Donegani, non si possono fare semplificazioni politiche. "Le contestazioni avanzate dalla magistratura sono gravi e meritano massimo rispetto istituzionale. Saranno i giudici ad accertare eventuali responsabilità individuali. È giusto che chi ha sbagliato paghi, senza sconti. Ma accanto al piano giudiziario esiste anche un piano politico e amministrativo che nessuno può fingere di ignorare. Il sistema Ato-Srr non è un organismo estraneo alla politica: è composto dai Comuni, dai sindaci e da figure nominate all’interno di strutture pubbliche o partecipate. Proprio per questo chi oggi prova a prendere le distanze come se fosse stato spettatore esterno dovrebbe prima spiegare quale ruolo abbia avuto in questi anni nel sistema di governance, controllo e vigilanza. La normativa ambientale impone obblighi precisi: monitoraggio continuo degli impianti; controllo del percolato e delle falde; verifica delle modalità di conferimento e smaltimento; rispetto delle autorizzazioni ambientali; controlli tecnici e amministrativi costanti. Allora - dice Donegani - la domanda politica diventa inevitabile: se oggi emergono contestazioni così pesanti, possibile che nessuno abbia mai visto nulla prima? Possibile che nessuno abbia rilevato anomalie, criticità o elementi meritevoli di approfondimento? Chi governa enti e organismi di controllo non può limitarsi a scaricare tutto sui singoli dirigenti o tecnici soltanto dopo l’arrivo delle indagini". Ai partiti della sua stessa area, suggerisce di non smarcarsi così platealmente. "Questo non significa attribuire responsabilità automatiche o generalizzate a chi ricopre ruoli istituzionali. Le responsabilità penali sono sempre personali e dovranno essere accertate nelle sedi competenti. Ma sul piano politico resta una questione seria di vigilanza, controllo e capacità amministrativa. Serve più serietà. Serve più responsabilità. Serve meno populismo. Perché - conclude - non si può assistere al solito spettacolo di partiti che per anni hanno avuto sindaci, rappresentanti o soggetti nominati dentro questi organismi e che oggi provano improvvisamente a presentarsi come estranei al sistema. Se emergeranno responsabilità penali saranno personali e dovranno essere accertate fino in fondo. Ma sul piano politico esiste anche una responsabilità di vigilanza e controllo che non può essere rimossa per convenienza. I cittadini meritano verità, trasparenza e risposte concrete. Non la solita gara a chi prende più distanza quando le vicende diventano mediaticamente esplosive".

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