Inchiesta Timpazzo, PeR: "Partiti che per anni hanno gestito non siano estranei"
Secondo "PeR", non si possono fare semplificazioni politiche
Gela. Pure sul versante dell'inchiesta che tocca direttamente la filiera dei rifiuti della piattaforma di Timpazzo in area progressista non tutti la pensano allo stesso modo. I dem hanno indicato "gravi responsabilità" del governo regionale e del cda della Srr4, società che controlla Impianti Srr. Secondo "PeR", attraverso il segretario regionale Miguel Donegani, non si possono fare semplificazioni politiche. "Le contestazioni avanzate dalla magistratura sono gravi e meritano massimo rispetto istituzionale. Saranno i giudici ad accertare eventuali responsabilità individuali. È giusto che chi ha sbagliato paghi, senza sconti. Ma accanto al piano giudiziario esiste anche un piano politico e amministrativo che nessuno può fingere di ignorare. Il sistema Ato-Srr non è un organismo estraneo alla politica: è composto dai Comuni, dai sindaci e da figure nominate all’interno di strutture pubbliche o partecipate. Proprio per questo chi oggi prova a prendere le distanze come se fosse stato spettatore esterno dovrebbe prima spiegare quale ruolo abbia avuto in questi anni nel sistema di governance, controllo e vigilanza. La normativa ambientale impone obblighi precisi: monitoraggio continuo degli impianti; controllo del percolato e delle falde; verifica delle modalità di conferimento e smaltimento; rispetto delle autorizzazioni ambientali; controlli tecnici e amministrativi costanti. Allora - dice Donegani - la domanda politica diventa inevitabile: se oggi emergono contestazioni così pesanti, possibile che nessuno abbia mai visto nulla prima? Possibile che nessuno abbia rilevato anomalie, criticità o elementi meritevoli di approfondimento? Chi governa enti e organismi di controllo non può limitarsi a scaricare tutto sui singoli dirigenti o tecnici soltanto dopo l’arrivo delle indagini". Ai partiti della sua stessa area, suggerisce di non smarcarsi così platealmente. "Questo non significa attribuire responsabilità automatiche o generalizzate a chi ricopre ruoli istituzionali. Le responsabilità penali sono sempre personali e dovranno essere accertate nelle sedi competenti. Ma sul piano politico resta una questione seria di vigilanza, controllo e capacità amministrativa. Serve più serietà. Serve più responsabilità. Serve meno populismo. Perché - conclude - non si può assistere al solito spettacolo di partiti che per anni hanno avuto sindaci, rappresentanti o soggetti nominati dentro questi organismi e che oggi provano improvvisamente a presentarsi come estranei al sistema. Se emergeranno responsabilità penali saranno personali e dovranno essere accertate fino in fondo. Ma sul piano politico esiste anche una responsabilità di vigilanza e controllo che non può essere rimossa per convenienza. I cittadini meritano verità, trasparenza e risposte concrete. Non la solita gara a chi prende più distanza quando le vicende diventano mediaticamente esplosive".
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