Inchiesta "The wall", in udienza preliminare saranno formalizzati i riti alternativi
Per i carabinieri, coordinati dai pm della Dda di Caltanissetta, il business portante era quello del traffico di droga, con canali aperti nel nord Italia
Gela. A maggio, verrano formalizzate tutte le richieste di riti alternativi, da parte dei difensori degli imputati coinvolti nell'inchiesta antimafia "The wall". Questa mattina, è stato il gup del tribunale di Caltanissetta a concedere un termine congruo, al fine di consentire alle difese di avanzare le loro scelte. Per gli investigatori, un gruppo legato al clan Rinzivillo avrebbe gestito un vasto traffico di sostanze stupefacenti, con la disponibilità di armi. In fase di riesame, in gran parte, è venuta meno la contestazione mafiosa ma i pm della Dda nissena la ritengono fondata. Sono stati ricostruiti legami d'affari che non sarebbero venuti meno neanche durante i periodi di detenzione, quando alcuni coinvolti avrebbero avuto la disponibilità di telefoni cellulare per rapportarsi con chi era in libertà. Per i carabinieri, coordinati dai pm della Dda di Caltanissetta, il business portante era proprio quello del traffico di droga, con canali aperti nel nord Italia, attraverso i presunti rapporti tra l'avvocato Grazio Ferrara e il cittadino albanese Elvis Ziu, arrestato mentre si trovava in Albania. Un ruolo importante nell'affare delle sostanze stupefacenti, per gli inquirenti, lo avrebbero avuto inoltre Giovanni Rinzivillo e Alessandro Peritore, a loro volta in contatto con altri presunti fornitori. Sono imputati, inoltre, Luigi Belviso, Raffaele Belviso, Osvaldo Bocchieri, Nunzio Caci, Emanuele Del Noce, Claudio Di Leo, Giuseppe Emmanuello, Maria Grillo, Angelo Lorefice, Sergio Messana, Alì Messaoudi, Salvatore Morello, Flavio Nicastro, Giuseppe Nicastro, Daniele Nocera, Arnaldo Peritore, Antonino Raitano, Luigi Rinzivillo, Vincenzo Tilaro e Michele Tomasella. I pm della Dda e i carabinieri, che si occuparono dell'inchiesta, svilupparono una serie di intercettazioni e di costanti monitoraggi, anche per il bar dei "Muretti", a Macchitella, gestito da Ferrara e per le accuse base per incontri finalizzati al traffico di droga. I coinvolti sono assistiti dagli avvocati Giuliano Sorrentino, Carmelo Brentino, Davide Limoncello, Rosario Prudenti, Giovanni Restivo, Domenico Trinceri, Dino Milazzo, Salvo Macrì, Salvatore Vitale, Vittorio Basile, Filippo Spina, Flavio Sinatra, Giuseppe Barba, Carmelo Tuccio, Ennio Condorelli, Giuseppe Cascino, Cristina Alfieri, Martina Petrantoni, Valerio Vianello Accorretti e Boris Pastorello.
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