Inchiesta royalties, assolti ex sindaci, assessori e professionisti: a giudizio Depetro

Ancora oggi, sotto dissesto comunale, la voce delle royalties tiene banco in municipio

23 aprile 2026 18:00
Inchiesta royalties, assolti ex sindaci, assessori e professionisti: a giudizio Depetro  -
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Gela. Dodici assoluzioni, tra giudizio abbreviato e udienza preliminare in ordinario, per ex sindaci, ex assessori e professionisti che fecero parte degli organi di controllo a Palazzo di Città. La decisione è stata emessa dal giudice Roberto Riggio, nell'ambito del procedimento scaturito dall'inchiesta su presunte irregolarità nella gestione dei fondi delle royalties estrattive, incassati negli anni dall'ente comunale. Il magistrato ha disposto l'assoluzione, con la formula "perché il fatto non costituisce reato", nei confronti dell'ex sindaco Lucio Greco, dei professionisti Maria Assunta Cattuto, Graziano Ponzio, Salvatore Corso, Carmela Ficara, Giuseppe Nicoletti e Pietro Gioviale e ancora dell'ex assessore Grazia Robilatte. La procura aveva invece concluso per la condanna. Gli imputati avevano optato per il giudizio abbreviato. Assoluzione, come richiesto in questo caso pure dal pm Luigi Lo Valvo, per l'ex commissario Rosario Arena. Non luogo a procedere e assoluzione, in udienza preliminare, pure per le posizioni di un altro ex primo cittadino, Domenico Messinese, e degli ex assessori al bilancio Fabrizio Morello e Danilo Giordano, che non avevano avanzato l'opzione di riti alternativi: la procura, per loro, aveva indicato il rinvio a giudizio. Il processo si aprirà solo per l'ex dirigente finanziario del municipio, Alberto Depetro, che lasciò Palazzo di Città prima che si arrivasse al dissesto. Le difese, durante l'udienza preliminare e il rito abbreviato, attraverso documentazione tecnica e atti ufficiali, hanno escluso forzature della disciplina sulle royalties. Ancora oggi, sotto dissesto comunale, la voce delle royalties tiene banco in municipio, con la Regione che lo scorso anno autorizzò, per un tempo limitato, la destinazione di quei fondi a copertura del bilancio stabilmente riequilibrato, in deroga alla disciplina prevista. I pm ritennero che i fondi incassati dal Comune per le royalties, durante un certo lasso di tempo, vennero concentrati a copertura della spesa corrente e di “rilevanti debiti fuori bilancio”, in violazione delle norme. All'esame dei militari della guardia di finanza finirono i rendiconti approvati per gli esercizi finanziari dal 2015 e fino al 2019. Secondo gli inquirenti, sarebbe stato generato un presunto “falso rispetto del patto di stabilità interno da parte del Comune”, che le difese hanno ritenuto non sussistere, pure alla luce delle decisioni arrivate dalla Regione, proprio sul tema. Alle royalties per le attività a terra di Eni, in questi ultimi anni si stanno sommando gli introiti che il Comune riceve dall'offshore, a iniziare dal ciclo del gas di "Argo-Cassiopea". Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Flavio Sinatra, Antonio Gagliano, Salvo Macrì, Davide Ancona, Gualtiero Cataldo, Maria Platania, Venere Salafia, Carmelo Passanisi e Antonio Palmieri.

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