Inchiesta "Ianus", dopo l'annullamento della sentenza disposte scarcerazioni

Nonostante la scarcerazione, soprattutto gli imputati considerati riferimenti del traffico di droga - perno dell'inchiesta - rimangono comunque ristretti per altri procedimenti

20 maggio 2026 18:05
Inchiesta "Ianus", dopo l'annullamento della sentenza disposte scarcerazioni  -
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Gela. L'annullamento della sentenza di primo grado, che dispose un totale di oltre 250 anni di detenzione per trentacinque imputati coinvolti nell'inchiesta antimafia "Ianus", deciso dalla Corte d'appello di Caltanissetta, in queste ore sta producendo effetti sulle misure restrittive imposte. È stata disposta la scarcerazione dei coinvolti, per la decorrenza dei termini. I giudici di appello, a inizio mese, hanno accolto l'eccezione, riproposta dalle difese, concentrata sull'incompatibilità del gup che, in abbreviato, emise le condanne. Lo stesso giudice aveva avanzato richiesta di astensione, non accolta dal presidente del tribunale nisseno. Con l'annullamento pronunciato dai magistrati nisseni, proprio le difese hanno presentato istanze di scarcerazione nell'interesse dei loro assistiti. Nonostante la scarcerazione, soprattutto gli imputati considerati riferimenti del traffico di droga - perno dell'inchiesta - rimangono comunque ristretti per altri procedimenti. C'è chi ritorna in libertà, senza altre restrizioni, e imputati ai quali la misura è stata affievolita. Una prima decisione favorevole della Cassazione, sul punto dell'incompatibilità del gup Lorena Santacroce, emessa per la posizione di uno dei coinvolti nell'indagine, Giorgio Gioacchino, ha indotto le difese a riproporre l'eccezione in appello, certe che il gup dovesse astenersi, essendosi pronunciata in fase di riesame. La procura aveva impugnato, in appello, per le posizioni degli assolti mentre i difensori degli imputati dei trentacinque condannati avevano avanzato i rispettivi ricorsi. Tra le parti civili, c’è il Comune di Gela, su mandato dell’amministrazione, rappresentato dall’avvocato Giusy Ialazzo. E' parte civile inoltre il Ministero dell’interno, attraverso l’Avvocatura dello Stato (con il legale Giuseppe Laspina). Parallelamente, davanti al collegio penale del tribunale di Gela è in corso il dibattimento per altri coinvolti nella maxi inchiesta. L'annullamento deciso dai giudici della Corte d'appello di Caltanissetta ha portato alla trasmissione degli atti nuovamente al gup. L'indagine, condotta dai pm della Dda nissena e dai poliziotti, fece luce su un presunto traffico di droga controllato dalle famiglie Emmanuello e Rinzivillo Gli imputati sono difesi dagli avvocati Flavio Sinatra, Elisabetta Ascone, Rosario Prudenti, Filippo Spina, Davide Limoncello, Carmelo Tuccio, Angelo Cafà, Salvo Macrì, Danilo Tipo, Cristina Alfieri, Rocco Cutini, Domenico Cacocciola, Maria Lucia D’Anna, Salvatore Bruzillà, Dario Polizza Favaloro, Salvatore Pace, Giuseppe Cascino, Luigi Zinno, Andrea Giannino, Alfonso Abate, Luca Cianferoni, Antonio Montana, Calogero Meli, Debora Speciale, Gioacchino Mule’, Salvatore Pennica, Nicoletta Cauchi, Gaetano Rizzo, Giovanni Salvaggio, Calogero Lo Giudice, Fabrizio Bellavista, Paolo Ingrao, Matteo Anzalone, Rosanna D’Arrigo e Teresa Raguccia.

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