Inchiesta "Camaleonte", parte giudizio di appello: in primo grado i Luca assolti

Accuse che in primo grado, davanti al collegio penale del tribunale di Gela, non vennero riconosciute fondate, portando a una piena assoluzione, con la formula “perché il fatto non sussiste”

31 marzo 2026 21:26
Inchiesta "Camaleonte", parte giudizio di appello: in primo grado i Luca assolti -
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Gela. Bisognerà perfezionare alcune notifiche e di conseguenza il giudizio di appello inizierà il suo corso, vero e proprio, il prossimo giugno. E' stato formalizzato questa mattina nel procedimento, davanti alla Corte d'appello di Caltanissetta, scaturito dall'impugnazione delle sentenze di assoluzione che fecero cadere, in primo grado, tutte le contestazioni a carico degli imprenditori del gruppo Luca e dei loro familiari, oltre che del dirigente di polizia Giovanni Giudice. I pm hanno però proposto ricorso ritenendo che quelle decisioni vadano riviste. I fatti sono quelli dell'inchiesta “Camaleonte” che ipotizzò la vicinanza dei Luca ai clan di Cosa nostra, anche etnea, attraverso la loro attività imprenditoriale. Accuse che in primo grado, davanti al collegio penale del tribunale di Gela, non vennero riconosciute fondate, portando a una piena assoluzione, con la formula “perché il fatto non sussiste”. I ricorsi avanzati dai pm hanno condotto, questa mattina, alla prima udienza innanzi alla Corte d'appello nissena. L'unica prescrizione, al termine del primo giudizio, venne indicata per il poliziotto Giovanni Arrogante, a sua volta imputato. Furono assolti Salvatore Luca, Rocco Luca, Francesco Luca, Francesco Gallo, Concetta Lo Nigro, Emanuela Lo Nigro, Maria Assunta Luca e il dirigente di polizia Giovanni Giudice, quest'ultimo accusato di favoreggiamento. Le difese respinsero fin dall'inizio le contestazioni, mosse dall'accusa pure sulla scorta delle dichiarazioni rese da collaboratori di giustizia, che però in aula si rivelarono piuttosto contraddittorie. Gli imprenditori, in più occasioni, riferirono di essere stati vittime dei clan e di non essere mai scesi a patti con le famiglie di mafia. La difesa di Giudice, come riferito dall'avvocato Giacomo Ventura, richiamò il suo ruolo nelle forze dell'ordine e la sua lunga azione di contrasto ai clan, con la finalizzazione di importanti operazioni antimafia, fino al pentimento di esponenti che decisero di collaborare con la giustizia. Di recente, sono state pubblicate le motivazioni, emesse dalla Corte di Cassazione, attraverso le quali è stato deciso l'annullamento con rinvio rispetto alla confisca dei beni imposta agli imprenditori. Pure quel provvedimento dovrà essere nuovamente al vaglio dei magistrati, dato che dalla Cassazione è pervenuta una decisione di accoglimento dell'azione dei difensori dei Luca. Gli imputati sono rappresentati dagli avvocati Carlo Taormina, Flavio Sinatra, Antonio Gagliano, Filippo Spina, Alessandro Diddi, Carmelo Peluso, Emilio Arrogante, Fabio Fargetta, Michele Ambra e Luigi Latino.

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