Inchiesta antimafia "Mondo opposto", no Cassazione a ricorso Amato: pena definitiva

Per gli inquirenti, Amato ebbe un ruolo nel gruppo di mafia del boss Alberto Musto, con ramificazioni principali a Niscemi e a Gela

16 agosto 2026 19:41
Inchiesta antimafia "Mondo opposto", no Cassazione a ricorso Amato: pena definitiva -
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Niscemi. La condanna, in primo e secondo grado, dopo aver optato per il giudizio abbreviato, è diventata definitiva con la pronuncia della Corte di Cassazione. Per il cinquantaseienne Francesco Amato, coinvolto nell'inchiesta antimafia “Mondo opposto”, i giudici romani non hanno accolto il ricorso avanzato dal difensore, l'avvocato Danilo Tipo. In appello, la difesa aveva ottenuto il via libera a un concordato che ridusse l'entità della pena da tre anni a due anni e sei mesi. Per gli inquirenti, Amato ebbe un ruolo nel gruppo di mafia del boss Alberto Musto, con ramificazioni principali a Niscemi e a Gela. Il ricorso in Cassazione è stato concentrato esclusivamente sulla misura di sicurezza imposta ad Amato ma per i magistrati capitolini la decisione d'appello è da ritenersi in linea con la disciplina sanzionatoria prevista in materia. Gli unici concordati che vennero attivati davanti alla Corte d'appello di Caltanissetta furono quelli per lo stesso Amato e per un altro imputato, René Di Stefano. Per gran parte degli altri imputati, compresi i fratelli Alberto Musto e Sergio Musto, le condanne sono ormai definitive, dato che in pochi hanno optato per il giudizio d'appello. Nel procedimento nei riguardi di Amato, a concludere per la conferma della condanna, oltre alla procura generale, anche l'associazione antiracket niscemese “Ninetta Burgio”, costituita parte civile. L'inchiesta “Mondo opposto”, poi seguita da quella ribattezzata “Mondo opposto 2”, venne condotta dai carabinieri, coordinati dai pm della Dda di Caltanissetta.

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