Inchiesta antimafia "Hydra", giudizio rimane a Milano: nuove dichiarazioni collaboratori

Armi, estorsioni e infiltrazioni in settori economici, sarebbero stati i target prevalenti

18 giugno 2026 15:15
Inchiesta antimafia "Hydra", giudizio rimane a Milano: nuove dichiarazioni collaboratori  -
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Milano. Il procedimento scaturito dalla maxi inchiesta antimafia "Hydra" verrà trattato e quindi continuerà a essere nella competenza del collegio penale del tribunale di Milano. Lo hanno stabilito i magistrati milanesi che non hanno accolto l'eccezione di incompetenza territoriale, avanzata soprattutto dalle difese degli imputati gelesi (ormai da anni radicati nell'hinterland della provincia di Varese), che puntava alla trasmissione degli atti ai magistrati del tribunale di Busto Arsizio. Gli imputati sono accusati di aver fatto parte di un presunto consorzio di mafie, alleanza tra Cosa nostra, camorra e 'ndrangheta, con base in Lombardia. La Dda di Milano condusse l'inchiesta e di recente proprio i pm dell'antimafia meneghina sono stati oggetto di minacce. I gelesi a processo sono Dario Nicastro, Fabio Nicastro, Francesco Nicastro e Rosario Bonvissuto. Per gli inquirenti, i fratelli Nicastro avrebbero partecipato a summit di mafia, monitorati dagli investigatori. Armi, estorsioni e infiltrazioni in settori economici, sarebbero stati i target prevalenti. I pm della Dda, inoltre, hanno preannunciato il deposito di ulteriori verbali con le dichiarazioni rilasciate dai collaboratori di giustizia William Cerbo e Francesco Bellusci, già condannati in abbreviato per i fatti dell'inchiesta. Il collegio penale milanese, accogliendo un'eccezione difensiva, ha escluso la costituzione di parte civile dei Comuni di Busto Arsizio e Abbiategrasso. In aula, si tornerà a fine mese. I Nicastro e Bonvissuto sono difesi dagli avvocati Flavio Sinatra, Eliana Zecca, Danilo Tipo, Corrado Viazzo, Silvia Consonni, Francesca Cramis ed Emanuela Berardi.

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