"Immobilismo causato da centrodestra? Di Stefano ne ha fatto parte", Grisanti: "M5s non dice no a fondi Eni"
L'ex consigliere comunale passa al setaccio i “precedenti” politici del sindaco e dei suoi alleati. Le parole di Grisanti sono solo la conferma più eclatante di una nuova fase avviata dal centrodestra cittadino, con in testa i meloniani
Gela. Il centrodestra che fino a qualche tempo fa preferiva tentare di rimettere insieme i pezzi, in città, dopo quanto accaduto alle amministrative del 2024, da qualche settimana ha iniziato a tracciare la linea Maginot e a lanciare strali pesanti verso il sindaco Terenziano Di Stefano e la sua maggioranza. Il “carburante” politico è arrivato dalla scelta amministrativa di destinare una parte delle compensazioni Eni agli eventi estivi. Una decisione che ha formalizzato il fischio d'inizio della partita politica. I cinquestelle, dopo le parole del parlamentare Ars Salvatore Scuvera, hanno rilanciato sottolineando che i tanti vuoti cronici della città, dal porto a una sanità carente, sono lascito di un governo regionale di centrodestra che ha causato “un gap ventennale”. La chiamata in causa del centrodestra non fa star tranquillo il coordinatore cittadino FdI Pierpaolo Grisanti. L'ex consigliere comunale passa al setaccio i “precedenti” politici del sindaco e dei suoi alleati. “L'immobilismo superato dall’amministrazione Di Stefano è certamente una formula suggestiva usata dal referente territoriale M5s ma resta da capire a quale immobilismo si faccia riferimento. L’attuale sindaco – spiega Grisanti - è stato consigliere comunale dell'Mpa, nel centrodestra, e poi vicesindaco per quattro anni nella giunta Greco, certamente non progressista. Se l'immobilismo c’è stato, è difficile allora immaginare che l’attuale sindaco, oggi alleato del Movimento cinquestelle, ne sia stato semplice spettatore”. Proprio ai pentastellati, il coordinatore FdI rinfaccia slogan e convinzioni di qualche anno addietro. “Colpisce la disinvoltura con cui il Movimento cinquestelle distribuisce giudizi. È lo stesso movimento che prometteva di aprire il parlamento come una scatoletta di tonno e che, alla fine, il tonno se l’è mangiato tutto, senza che a Gela arrivasse neppure un’ombra di beneficio. Tra 2018 e 2022 – aggiunge Grisanti - mentre governavano a livello nazionale, i parlamentari del territorio non hanno portato un solo intervento strutturale. Gli stessi esponenti che un tempo si opponevano a tutto in nome dell’ambientalismo più rigido scoprono oggi che le compensazioni Eni vanno benissimo per finanziare le estati in città. Chi parla di immobilismo altrui inizi a fare i conti con il proprio passato, prima di riscrivere quello degli altri”. Le parole di Grisanti sono solo la conferma più eclatante di una nuova fase avviata dal centrodestra cittadino, con in testa i meloniani: l'opposizione politica si fa più intensa, nel tentativo di mettere in difficoltà una maggioranza che non ha problemi di numeri ma che deve comunque guardare al programma e alle prossime scelte strategiche.
17.4°