Il traffico di droga nell'inchiesta "Hybris", in appello confermate condanne per Domicoli e Curvà
Gli investigatori monitorarono diversi coinvolti, risalendo ai viaggi per rifornirsi
Gela. I giudici della Corte d'appello di Caltanissetta hanno confermato le condanne emesse lo scorso anno dal gup del tribunale di Gela, in abbreviato, nell'ambito di una costola processuale dell'inchiesta “Hybris”. Fu coordinata dai pm della Dda di Palermo e ha toccato, fra gli altri, i rapporti tra agrigentini e gelesi, per il traffico di droga. Sette anni a Giuseppe Domicoli (con una riduzione minima rispetto al primo giudizio), considerato uno dei principali canali di collegamento per l'affare degli stupefacenti, e sei anni e otto mesi per Orazio Luciano Curvà, a sua volta coinvolto nella vasta inchiesta, che per competenza territoriale arrivò anche sui tavoli dei pm della procura gelese. Altri due imputati, a loro volta condannati in primo grado, al termine del giudizio abbreviato, hanno deciso di non rivolgersi ai magistrati di appello. Gli investigatori monitorarono diversi coinvolti, risalendo ai viaggi per rifornirsi. Le difese, con i rispettivi ricorsi, hanno nuovamente ridimensionato il ruolo degli imputati, mettendo in discussione il coinvolgimento nel sistema del traffico di droga. I giudici di appello hanno ribadito ciò che già il gup gelese aveva disposto. Domicoli è difeso dal legale Davide Limoncello; Curvà, invece, dall'avvocato Salvo Macrì.
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