Il tesoro della costa gelese, biodiversità e specie autoctone nella passeggiata naturalistica

Tanti presenti alla passeggiata naturalistica

A cura di Redazione Redazione
19 aprile 2026 14:28
Il tesoro della costa gelese, biodiversità e specie autoctone nella passeggiata naturalistica - Tanti presenti all'iniziativa
Tanti presenti all'iniziativa
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Gela. La biodiversità dell'area di costa locale riscoperta con i volontari e con la tanta attenzione di appassionati e cittadini, che questa mattina si sono dati appuntamento nella zona dei giardini di Demetra e Kore, riqualificata dall'associazione “Gela che cambia”. La commissione consiliare ambiente (retta da Floriana Cascio e c'erano anche i consiglieri Armando Irti e Maria Grazia Fasciana), insieme al Fai e al gruppo Giovani Caltanissetta, con il presidente Giulia Carciotto (c'erano i componenti Federico Alba e Francesco Vacirca), il vicesindaco e assessore all'ambiente Giuseppe Fava, e soprattutto due esperti di biodiversità, il docente dell'Università di Catania Saverio Sciandrello e la dottoressa Erika Minasola, hanno guidato i tanti presenti nel corso di una passeggiata naturalistica in spiaggia. “L'obiettivo dell'amministrazione comunale e della nostra commissione – dice Cascio – continua a essere quello di dare risalto alle tipicità ambientali del nostro territorio. Lo abbiamo voluto fare in un tratto di costa riqualificato e che sta progressivamente attirando tanti bagnanti e turisti. Dobbiamo puntare su una tutela ambientale che sia allo stesso tempo fonte di conoscenza e le tante presenze di oggi, che sono andate oltre le nostre aspettative, lo confermano”. L'area scelta per la passeggiata dista pochi metri dal sito del museo dei relitti greci, appena aperto al pubblico. Le specificità della vegetazione mediterranea, tipiche proprio della costa locale, sono state oggetto degli interventi del professore Sciandrello, esperto anche in aree dunali, che ha ribadito come la costa gelese conservi tipicità endemiche da salvaguardare. La dottoressa Erika Minasola, invece, ha concentrato l'attenzione dei presenti su ciò che avviene in mare, con la presenza, lungo la costa, soprattutto in un tratto del lungomare, di sabellaria alveolata, che sfrutta gli scogli per realizzare vere e proprie biocostruzioni. “Aumentano la biodiversità marina – dice Minasola – ricordano in verticale le canne di un organo e favoriscono la crescita di altre specie vegetali e l'attecchimento di specie animali. Queste biocostruzioni sono utili anche come frangiflutti naturali”.

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