Il primo nato del 2026 è arrivato il 3 gennaio, Rocco Verderame è gioia infinita per i genitori
Un evento che va oltre la cronaca ospedaliera e diventa simbolo di rinascita, speranza e futuro, in un tempo in cui le comunità cercano nuovi equilibri e guardano avanti con fiducia
Gela. Un vagito che segna l’inizio di un nuovo capitolo. È Rocco il primo nato dell’anno in città, venuto alla luce il 3 gennaio alle ore 10 con parto cesareo e un peso di 3.400 grammi. Un evento che va oltre la cronaca ospedaliera e diventa simbolo di rinascita, speranza e futuro, in un tempo in cui le comunità cercano nuovi equilibri e guardano avanti con fiducia.
Ad accoglierlo con emozione infinita sono stati la mamma Morello e il papà Verderame, mentre in sala operatoria l’intervento è stato eseguito dall’équipe guidata dal dottor Ferraro, direttore della Divisione, insieme alla dottoressa Elisa Bambili. Presenti anche la ferrista Simona D’Aparo, l’anestesista dottor Damante, gli assistenti di sala Vicari e Spadaro, l’OSS Ciuni e la pediatra dottoressa Vella, che ha seguito il neonato nei primi minuti di vita.
«Ogni nascita rappresenta una responsabilità enorme, ma anche un segnale di continuità e fiducia nel domani – ha dichiarato il dottor Ferraro –. Il primo nato dell’anno assume un valore simbolico per tutta la città: è l’augurio più autentico che possiamo fare alla comunità, quello di un futuro che cresce».
Prima che il 2025 si chiudesse, l’ospedale ha accolto due bambine, che hanno accompagnato la città nel passaggio tra vecchio e nuovo anno.
La prima è Ludovica Gentile, nata con parto cesareo e dal peso di 3,9 chili, oggi tra le braccia dei genitori Noemi Tandurella e Giuseppe Giovanni Gentile.
L’ultima nata dell’anno in città è invece Alice Leopardi, venuta al mondo nel pomeriggio dell’ultimo giorno del 2025, con un peso di 3,5 chili. Una nascita accolta con grande gioia dalla mamma Sofia Tosto e dal padre Cesare Leopardi. Anche in questo caso, il parto cesareo è stato seguito da un’équipe che ha visto impegnati Loredana Collura, Elisa Bambili ed Emanuele Scicolone, a conferma dell’impegno costante del personale sanitario anche nei giorni festivi.
Sul piano dei dati, il quadro generale racconta però una realtà complessa: nel 2025 le nascite in città sono state 470, in calo rispetto alle 543 del 2024. Un dato che riflette un fenomeno più ampio, legato alle difficoltà economiche, ai cambiamenti sociali e alle incertezze che molte famiglie affrontano.
«Il calo delle nascite è una sfida che riguarda tutto il Paese – sottolinea il dottor Ferraro – ma il nostro compito resta quello di garantire cure sicure, professionalità e umanità, accompagnando i genitori in un momento che segna per sempre le loro vite».
In un contesto segnato da numeri in diminuzione, ogni nuova nascita diventa ancora più preziosa. Rocco, primo nato dell’anno, non è soltanto un dato statistico, ma il simbolo di un nuovo inizio per la città, un invito a guardare al futuro con responsabilità e speranza.
Perché ogni bambino che nasce porta con sé una promessa: quella di un domani che, nonostante tutto, continua a farsi strada.
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