Il presunto ciclo illecito dei rifiuti a Timpazzo, indagati dal gip: intenzionati a rispondere
Una strategia sostanzialmente necessaria per esporre le loro ragioni e “chiarire” - così ha detto negli scorsi giorni l'ingegnere Picone – il quadro complessivo, che per gli inquirenti è molto grave
Gela. A loro carico la contestazione più pesante che viene mossa dai pm della Dda di Caltanissetta e dai carabinieri è di traffico illecito di rifiuti. Ci sarebbero state, secondo gli inquirenti, difformità nette nelle procedure di conferimento nella discarica Timpazzo, con presunti interramenti di rifiuti non trattati. Domani, davanti al gip del tribunale di Caltanissetta, si presenteranno gli indagati nei cui confronti i magistrati richiedono misure cautelari, fino alla detenzione in carcere. Si tratta, anzitutto, del manager di Impianti Srr (società che gestisce la piattaforma di Timpazzo e il servizio rifiuti sul territorio), l'ingegnere Giovanna Picone, e dei tecnici di riferimento, l'architetto Giuseppe Bellavia e l'ingegnere Salvatore Parlatore. Misure sono state richieste pure per le posizioni di Angelo Collodoro e Salvatore Falduzza, responsabili d'area nel sito, monitorato per diverso tempo dagli inquirenti. I cinque, a vario titolo e con posizioni chiaramente differenti, quanto alla struttura interna di Impianti Srr, sembrano intenzionati, insieme ai rispettivi legali, a rispondere alle domande del gip. Una strategia sostanzialmente necessaria per esporre le loro ragioni e “chiarire” - così ha detto negli scorsi giorni l'ingegnere Picone – il quadro complessivo, che per gli inquirenti è molto grave, dato che i presunti illeciti nel ciclo di smaltimento dei rifiuti avrebbero contaminato il sottosuolo e le altre matrici ambientali. Come abbiamo riferito, i pm della Dda nissena hanno inoltre avanzato richiesta di sequestro della società Impianti Srr, direttamente controllata dalla Srr4, con la nomina di un commissario. Anche su questo punto il gip dovrà esprimersi.
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