Il patto civico del ballottaggio sembra vacillare, Sammito e Scerra si allontanano da Di Stefano
Due anni fa, sembrò che potesse nascere una sorta di alleanza civica per la città, senza il discrimine della collocazione, partendo dagli accordi definiti per il ballottaggio. Adesso, pare una prospettiva decisamente sfocata
Gela. Il ballottaggio di due anni fa, almeno per una parte del centrodestra che si affrancò dall'alleanza ufficiale, sembrò aprire lo scenario di un'azione civica, tutta volta verso il programma per la città dell'allora neo sindaco Terenziano Di Stefano. Ormai, è noto che esponenti di peso di quella che fu “Alleanza per Gela”, scissione dal centrodestra dei partiti, al secondo turno optarono, pubblicamente o con accordi “riservati”, per Di Stefano e per il suo “modello Gela”. Oggi, quello scenario appare increspato da evoluzioni che non sono andate, probabilmente, nella direzione sperata da chi decise di fare il passo verso lo stesso Di Stefano. Dall'ex presidente del civico consesso Salvatore Sammito e fino all'ex candidato a sindaco e già consigliere comunale Salvatore Scerra, quello che poteva essere un idillio civico, legato al territorio e alla città, si sta progressivamente trasformando in una sorta di grande gelo. Come abbiamo riferito, Sammito ha tenuto a precisare, quasi a voler rimbrottare Di Stefano, che la vittoria di due anni fa non porta solo la firma dell'attuale alleanza del primo cittadino ma in calce ha pure le sigle di chi si schierò con lui, pur senza averlo sostenuto al primo turno. E' il caso dello stesso Sammito che insieme all'avvocato Marina Ferrara, pubblicamente, seguì Di Stefano e i suoi. I due anni trascorsi piuttosto che consolidare il rapporto (dopo alcuni mesi dalle amministrative addirittura si ipotizzò un'adesione di Sammito a “Una Buona Idea” del capo dell'amministrazione) lo stanno invece sfilacciando e le parole dell'ex presidente del civico consesso sono state chiare, rivendicando quel sostegno elettorale e il peso dei voti che si sono aggiunti a quelli della coalizione di partenza del primo cittadino. Sammito ha sempre spiegato di non pretendere nulla, in termini di collocazione, ma probabilmente qualche apertura da Di Stefano se la sarebbe aspettata e non solo “allegorica” quanto pratica. Il concetto politico lo ha reso con quanto abbiamo riferito nel fine settimana. Un altro endorsement che è servito a Di Stefano, alle amministrative del 2024, è quello dell'ex rivale al primo turno, Salvatore Scerra, che già nelle ore successive all'esito elettorale del ballottaggio iniziò a uscire allo scoperto: facendolo prima intendere e poi dichiarando in maniera dettagliata di aver supportato Di Stefano, ancora una volta prendendo le distanze dal centrodestra ufficiale che solo poche settimane prima gli aveva detto no alla corsa a primo cittadino sotto le insegne dei partiti. Pure il dialogo tra Di Stefano e Scerra, nonostante tanti punti in comune, in questa fase appare colto da una brusca frenata. L'ex consigliere comunale, che come Sammito volle fortemente “Alleanza per Gela” ma a oggi non ha trovato una ricollocazione di partito, ha parlato pure di “mancanza di coraggio” da parte del sindaco, che a suo dire preferirebbe mantenere lo status quo piuttosto che dare seguito a un patto per la città ampio e ancor più eterogeneo. Né Sammito né Scerra si stanno calando nei panni degli oppositori senza freni di Di Stefano e della sua amministrazione, però qualche sforzo politico in più forse lo avevano messo in preventivo, riponendo fiducia negli accordi stretti con il sindaco, che personalmente, due anni fa, riuscì a costruire un quadro di alleanze, ufficiali e non, capace di far cedere il centrodestra dell'ingegnere Grazia Cosentino, al ballottaggio sicuramente “tradita” da una fetta dell'alleanza. Sammito, a più riprese, non ha mancato di rimarcare la qualità del lavoro condotto dall'amministrazione Di Stefano per la città, nonostante le tante difficoltà, in primis quelle finanziarie. Il fatto che il sindaco abbia pedissequamente tessuto le lodi della sua attuale alleanza, senza accenni ai patti pre-ballottaggio, più di qualche perplessità l'ha fatta sorgere in un'area di quella che fu “Alleanza per Gela”. Quello con Scerra, poi, almeno nel progetto ipotizzato dall'ex consigliere comunale, sarebbe dovuto diventare un rapporto non solo politico ma amministrativo, che a oggi non si è mai concretizzato. Non sembra un caso che le parole di Sammito, rilasciate nel fine settimana, abbiano trovato pieno riscontro da quello che fu il leader di “Alleanza per Gela”. Anche lui, probabilmente, ipotizzava uno sviluppo civico, per il territorio, che lo potesse condurre ad affiancare il sindaco, a Palazzo di Città. Certamente, la vicenda giudiziaria che lo ha portato al rinvio a giudizio per il caso Ipab (in attesa del dibattimento di primo grado), non ha favorito l'evolversi di un percorso amministrativo. E' anche vero che Di Stefano, come ha ribadito nettamente appoggiando il no al referendum sulla riforma della giustizia, sembra propenso a rimarcare la natura civica e di centrosinistra del suo governo locale, dove difficilmente i principali partiti d'area, dal Pd ai cinquestelle, potrebbero concedere il sì all'ingresso di altri esponenti di area centrodestra, viste già le difficoltà nella gestione dei rapporti con l'Mpa e con sigle che meno si sposano alla dimensione progressista. Due anni fa, sembrò che potesse nascere una sorta di alleanza civica per la città, senza il discrimine della collocazione, partendo dagli accordi definiti per il ballottaggio. Adesso, pare una prospettiva decisamente sfocata.
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