Il nucleare di Eni in città, il caso in parlamento: Gelensis, "la città non va svenduta"

Gela. La ricerca sulla fusione nucleare Eni ha deciso di portarla in città. L’intesa tra la multinazionale e il Consiglio nazionale delle ricerche risale agli scorsi giorni. Venti milioni di euro già...

A cura di Redazione Redazione
15 maggio 2018 21:32
Il nucleare di Eni in città, il caso in parlamento: Gelensis, "la città non va svenduta" -
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Gela. La ricerca sulla fusione nucleare Eni ha deciso di portarla in città. L’intesa tra la multinazionale e il Consiglio nazionale delle ricerche risale agli scorsi giorni. Venti milioni di euro già stanziati per quattro laboratori in Italia, compreso quello sulla ricerca della produzione di energia da fusione nucleare. La vicenda, però, arriva alla Camera dei deputati, con la parlamentare Carolina Varchi che ha deciso di presentare un’interrogazione al ministro dello sviluppo economico. Una mossa successiva alle richieste giunte dagli esponenti di Gelensis populus, che vogliono fare chiarezza sulle intenzioni di Eni e sull’eventuale ipotesi di sperimentare la fusione nucleare, nell’area locale. Il timore sono le conseguenze dell’ennesimo impatto ambientale, in un territorio già martoriato dall’industria pesante.

“La città non va svenduta ancora”. “Intendiamo informare la cittadinanza – dicono i rappresentanti di Gelensis populus – che saremo in guardia su qualunque progetto venga calato dall’alto, senza tenere conto del parere dei cittadini. Invitiamo anche il sindaco e l’assessore competente, fino ad ora rimasti in assoluto silenzio, a fare chiarezza e a vigilare. Non vogliamo che il territorio venga svenduto ulteriormente”.

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