Il management Asp sfida il sindaco, "fa proclami": Di Stefano e Di Paola, "Ficarra si dimetta"

Lo scontro è totale

25 settembre 2026 14:21
Il management Asp sfida il sindaco, "fa proclami": Di Stefano e Di Paola, "Ficarra si dimetta" - Il sindaco Terenziano Di Stefano e il vicepresidente Ars Nuccio Di Paola
Il sindaco Terenziano Di Stefano e il vicepresidente Ars Nuccio Di Paola
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Gela. Ormai, tra il management di Asp e l'amministrazione comunale è rottura totale, come dimostra la cronologia di questa giornata. Mentre l'assessore regionale alla salute Marcello Caruso, che aveva preso l'impegno a essere in città per una verifica in ospedale, non è arrivato, Asp ha reso noto, con una nota, di aver provveduto a una sfilza di nuovi incarichi a medici, che devono però ancora prendere servizio, anche al "Vittorio Emanuele". Tra gli altri, vengono citati tre incarichi "libero-professionali" per il pronto soccorso del nosocomio di Caposoprano. Secondo il managment, "l'Asp prosegue nelle attività di reclutamento del personale medico in proprio seguendo le norme di legge e riuscendo a reclutare ancora quattordici medici per Gela. Purtroppo, invece, l’appello del sindaco di Gela non ha raccolti nessuna valida adesione. A dimostrazione che i proclami non servono a risolvere i problemi della sanità a Gela che funziona molto meglio di altri apparati”. La direzione generale, come ha più volte fatto, sfida politicamente l'amministrazione comunale, attribuendosi i meriti di una gestione fortemente criticata non solo Gela ma in altri comuni della provincia. Di Stefano e il vicepresidente Ars Nuccio Di Paola, sempre in giornata, hanno invece ribadito che il management Asp, a partire dal direttore generale Salvatore Ficarra, dovrebbero dimettersi per non aver saputo affrontare l'emergenza in atto al "Vittorio Emanuele". "Il manager dell’Asp nissena in quota Forza Italia - dice Di Paola - deve assolutamente essere rimosso o lui stesso deve avere la decenza di dimettersi perché chi non riesce a risolvere le problematiche di una struttura ospedaliera in ginocchio, o non è in grado o risponde a precise volontà politiche. E non ci vengano a gettare fumo negli occhi con i 16 milioni con la progettazione di un ospedale periferico perché sappiamo bene che non vedrà mai la luce".

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