Il gas di "Gemini" e le royalties "Argo-Cassiopea", ripartono i confronti per investimenti e ristori

In queste settimane verranno affrontati temi di peso per gli investimenti, come nel caso del progetto offshore per il gas "Gemini 1", e per gli introiti comunali, con il tavolo ministeriale sulle royalties "Argo-Cassiopea"

03 gennaio 2026 17:08
Il gas di "Gemini" e le royalties "Argo-Cassiopea", ripartono i confronti per investimenti e ristori -
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Gela. Gli investimenti offshore sul gas, lungo la costa locale, e il capitolo, rimasto sospeso, delle royalties dei campi estrattivi “Argo-Cassiopea”. Le prime settimane del nuovo anno, possono diventare già una chiave di volta per la città. Eni, infatti, dovrebbe iniziare il confronto con le parti sociali e le istituzioni locali in merito a uno degli investimenti in programma, quello per il pozzo in mare “Gemini 1”. Un incontro sul tema si sarebbe dovuto tenere a dicembre ma è slittato e il nuovo anno potrebbe consentire di mettere nero su bianco l'evolversi del programma della multinazionale, che nel 2025 ha messo a regime la produzione di gas dai campi “Argo-Cassiopea”. La capitaneria di porto di Licata aveva autorizzato interventi di tipo tecnico per il pozzo “Gemini 1”. Furono avviati monitoraggi finalizzati al “survey geofisico”, concentrato sul corridoio di posa della condotta che dovrà collegare il campo “Gemini” alle infrastrutture sottomarine. E' ubicato lungo le acque principalmente della costa licatese. Ci sono, da progetto, installazioni di “facilities” previste in aree gelesi, in punti dove è da anni collocato il green stream, che invece trasporta il gas dalle coste del nord Africa a quelle locali (altro nodo strategico dal quale l'amministrazione comunale vorrebbe ottenere compensazioni per il territorio). E' proprio la produzione di gas che, in questi anni, sta dando sostegno alle prospettive locali del settore upstream, che altrimenti sarebbe decisamente depotenziato a causa della drastica riduzione delle attività a terra. Le sorti di “Gemini 1” sembrano comunque riferibili alle scelte che le istituzioni preposte faranno sulle autorizzazioni. A metà mese, un tavolo ministeriale, in presenza dell'assessore all'energia Francesco Colianni, dovrebbe invece dare maggiori riscontri circa le royalties dell'investimento “Argo-Cassiopea”. Il sindaco Terenziano Di Stefano ha scritto al premier Giorgia Meloni e al governo nazionale, ritenendo che ai Comuni costieri spettino di diritto ristori economici per l'attività estrattiva condotta nelle acque locali. Le amministrazioni comunali di Gela, Licata e Butera, avevano definito un'intesa generale, con precise quote, per avere una parte di ciò che lo Stato riconosce alla Regione. Ci fu un intervento del governo Schifani in materia ma la burocrazia della stessa Regione ha stoppato tutto, facendo seguito a possibili incertezze circa l'effettiva ubicazione dei giacimenti di Eni. Di Stefano non escluse conseguenze plateali nel caso di un no alle royalties, prospettando l'eventuale strada del blocco delle autorizzazioni di competenza dell'ente municipale. Colianni, che più volte è stato in città e continua a mantenere contatti con il gruppo locale Mpa, sembra piuttosto convinto che dal dialogo con il governo nazionale si potrà giungere a una soluzione favorevole per i Comuni. L'incontro è fissato con il ministro all'ambiente e alla sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin. Ottenere introiti consistenti da “Argo-Cassiopea” darebbe risorse maggiori a un Comune in dissesto e che dopo la deroga regionale per coprire le voci di bilancio dovrà ritornare a un uso delle royalties, secondo i dettami normativi ordinari.

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