Il fascino monumentale di Aida torna al Teatro Massimo di Palermo, protagonista Maria José Siri

Aida, il grande capolavoro di Giuseppe Verdi, torna al Teatro Massimo di Palermo da venerdì 22 maggio alle 20.00

A cura di Redazione Redazione
16 maggio 2026 13:01
Il fascino monumentale di Aida torna al Teatro Massimo di Palermo, protagonista Maria José Siri -
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PALERMO (ITALPRESS) – La magnificenza dell’antico Egitto, il fasto delle scene monumentali e la travolgente passione di una delle storie d’amore più celebri della storia della musica: Aida, il grande capolavoro di Giuseppe Verdi, torna al Teatro Massimo di Palermo da venerdì 22 maggio alle 20.00 con un nuovo allestimento e una coproduzione internazionale tra il Teatro Massimo, il Teatro Nazionale Croato di Zagabria e il Teatro Nazionale Csokonai di Debrecen (Ungheria).

A guidare Orchestra e Coro del Teatro è la bacchetta di Daniele Callegari, riconosciuto e apprezzato interprete del repertorio verdiano e già Direttore Principale di prestigiose istituzioni internazionali come l’Opéra de Nice e la DeFilharmonie di Anversa. Ad affiancarlo e a istruire il Coro è il Maestro Salvatore Punturo. La regia è affidata a Mario Pontiggia, artista argentino che calca i palcoscenici del mondo e che rinnova qui il suo profondo legame con Palermo. La sua visione “tradizionale” dello spettacolo coniuga la grandiosità della civiltà egiziana al tempo dei faraoni con la dimensione intima e psicologica del dramma.

L’allestimento vanta un doppio cast che si alternerà nel corso delle repliche. Nei panni di Aida vedremo il soprano uruguaiano Maria José Siri, specialista del ruolo e apprezzata per la sua straordinaria immedesimazione, in alternanza con il soprano Alessandra Di Giorgio. Accanto a loro, nel ruolo della principessa Amneris, figlia del faraone, ci sarà una stella del belcanto come il mezzosoprano Daniela Barcellona e in alternanza la giovane Valentina Pernozzoli. Il guerriero Radamès è affidato al tenore siciliano Angelo Villari e ad Armaz Darashvili, mentre il re Amonasro vedrà impegnati i baritoni Claudio Sgura e Devid Cecconi. L’inflessibile rappresentante del potere teocratico, Ramfis, è Marco Spotti. Completano il cast Manuel Fuentes (Il Re), Andrea Schifaudo (Un messaggero) e Anna Ryabenkaya (Sacerdotessa). L’impianto visivo è curato da Antonella Conte (scenografie), Ilaria Ariemme (costumi) e Andrea Ledda (luci), con le coreografie di Luigia Frattaroli per il Corpo di ballo diretto da Jean-Sébastien Colau. Completano il team creativo gli assistenti Angelica Dettori (regia), Chiarastella Santalucia (scenografia) e Alice Perez (costumi).

“Ancora una volta – dice il regista Mario Pontiggia Verdi racconta le vicissitudini di personaggi che aspirano a un mondo migliore e che finiranno per essere schiacciati dal dovere, dalla ragion di Stato, o dalla religione: personaggi destinati al fallimento. La nostra produzione si spoglia progressivamente di elementi man mano che l’azione procede, proprio come la partitura si spoglia per diventare più intima. Non abbiamo optato per una visione politica o antropologica, anche se in “Aida” ci sono passioni, vendette, guerre e violenza, proprio come leggiamo e vediamo nelle terribili notizie di ogni giorno. Riteniamo che Verdi, nel concepire quest’opera, abbia reinventato un Egitto a modo suo, un’antichità che servisse ai suoi fini drammaturgici: partendo dalla spettacolarità, effettua uno zoom e si concentra sui suoi personaggi. Stando così le cose, e per il pubblico di oggi, “Aida” si trasforma in una saga epica, in una parabola attuale dell’individuo contro il proprio destino, contro le fazioni del potere, contro le sue aspirazioni più nobili in nome della propria libertà”.

Opera in quattro atti con musica di Giuseppe Verdi e libretto di Antonio Ghislanzoni, tratto dai versi di Camille du Locle, Aida si basa sulla trama dell’egittologo francese Auguste Mariette. Nel dicembre di quest’anno ricorreranno i 155 anni dalla prima dell’opera, tanto mitica quanto popolare, che debuttò al Teatro dell’Opera del Cairo nel 1871. La successiva prima europea alla Scala di Milano, nel febbraio 1872, segnò un trionfo senza precedenti per Verdi richiamato in proscenio ben 32 volte dagli applausi. Nata come celebrazione di un potere esotico e sfarzoso, l’opera rivela in realtà una critica feroce alle istituzioni religiose e politiche. La vicenda racconta di Aida, figlia del re etiope Amonasro, catturata e condotta prigioniera in Egitto. Qui si innamora di Radamès, comandante dell’esercito egizio che ricambia il suo amore ma è già promesso ad Amneris, figlia del faraone. Il cuore di Aida è combattuto tra la devozione verso la propria patria oppressa e l’amore per il condottiero dell’esercito nemico.Quando anche Amonasro, re di Etiopia e padre di Aida, viene fatto prigioniero dagli egizi, spinge la figlia a estorcere a Radamès un segreto militare. Tradita involontariamente la patria, Radamès si costituisce e viene condannato a essere sepolto vivo, nonostantante le suppliche che Amneris rivolge al padre e ai sacerdoti. Aida, per amore, sceglierà di non abbandonare Radamès introducendosi segretamente nella cripta per condividere con lui l’estremo destino e trovare la pace nella morte.

Martedì 19 maggio alle ore 18.00, per approfondire le tematiche dell’opera, la Sala ONU ospiterà un incontro con il musicologo Emilio Sala, docente dell’Università Statale di Milano e membro del board dell’Edizione critica delle Opere di Giuseppe Verdi (Chicago). L’incontro, organizzato dall’Associazione Amici del Teatro Massimo, è a ingresso gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili. Mercoledì 21 maggio alle ore 18.30, la prova generale di Aida sarà aperta a favore del Lions Club. I proventi della raccolta fondi saranno devoluti alla ricerca sul cancro infantile, all’affidamento di cani guida per persone ipovedenti e alla creazione di una sala scherma paralimpica. Info e acquisto biglietti: Lions Club 328 4982656 e 329 9767709. Il nuovo allestimento debutterà venerdì 22 maggio alle 20.00 e sarà in scena fino al 31 maggio con il seguente calendario: sabato 23 maggio, ore 18:30 (turno Danza); domenica 24 maggio, ore 17:30 (turno D); martedì 26 maggio, ore 18:30 (turno Scuola); mercoledì 27 maggio, ore 18:30 (turno C); giovedì 28 maggio, ore 20:00 (turno F); venerdì 29 maggio, ore 18:30 (turno B); sabato 30 maggio, ore 20:00 (fuori abbonamento); domenica 31 maggio, ore 18:30 (fuori abbonamento).

– Foto ufficio stampa Fondazione Teatro Massimo –
(ITALPRESS).

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