Idrocarburi e rifiuti pericolosi, passo lento per le due ex discariche: in Regione nominato nuovo rup

Sono due bombe ecologiche che fino a oggi non sono state “disinnescate”, con tutte le conseguenze nel sottosuolo. I progetti di messa in sicurezza e bonifica, in totale, assomano risorse finanziarie per oltre ventitré milioni di euro

13 marzo 2026 22:51
Idrocarburi e rifiuti pericolosi, passo lento per le due ex discariche: in Regione nominato nuovo rup - Una delle ex discariche
Una delle ex discariche
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Gela. Gli accordi tra ministero e Regione vennero sottoscritti ormai sei anni fa. Da allora, però, nonostante diversi atti ufficiali e il passaggio di tutte le procedure, come “soggetto attuatore”, dall'ente comunale alla Regione, sono mancati veri e propri interventi sul campo per le attività di messa in sicurezza e bonifica delle due ex discariche di rifiuti speciali e idrocarburi, a Piana del Signore e in contrada Marabusca. Sono due bombe ecologiche che fino a oggi non sono state “disinnescate”, con tutte le conseguenze nel sottosuolo. In Regione, il dipartimento acqua e rifiuti dell'assessorato all'energia, ha rimesso mano all'iter che si prolunga da tempo ma per sostituire il responsabile unico del progetto. E' stato necessario individuare un funzionario del servizio bonifiche che prenderà in carico tutta la fase burocratica per progetti che in totale assomano risorse finanziarie per oltre ventitré milioni di euro. Per la discarica di Piana del Signore, si prevede “progettazione, direzione, esecuzione e collaudo degli interventi di messa in sicurezza/bonifica”. Per quanto concerne l'area di Marabusca, “progettazione, direzione, esecuzione e collaudo degli interventi di Mise/Misp e indagini integrative della caratterizzazione ambientale per la definizione dell’analisi di rischio sito-specifica”. Entrambe erano nella proprietà di una ditta locale, “Cipolla Gaetano”, la cui curatela fallimentare, oltre dieci anni fa, comunicò di non avere risorse sufficienti per occuparsi delle attività di messa in sicurezza e bonifica. Gli eredi rinunciarono. L'unica possibilità di intervento è attraverso i fondi pubblici e con il coordinamento della Regione. Il passo di avanzamento delle procedure non sembra così spedito. Per il dipartimento acqua e rifiuti, è necessario un “nuovo cronoprogramma procedurale e finanziario in ragione del ritardo cagionato dal silenzio inadempimento e dalla tardiva rinuncia rappresentata dall’amministrazione comunale di Gela", così come riportato in un decreto del 2023.

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