I sostenitori dell'ex sindaco battono un colpo: Legname, "dietro la sfiducia la politica con la p minuscola"

Gela. “Il 2018 è stato l’anno del fallimento della politica gelese”. Una politica “con la p minuscola” la definisce l’imprenditore Salvino Legname che adesso ha assunto il ruolo di presidente del grup...

A cura di Redazione Redazione
30 dicembre 2018 16:10
I sostenitori dell'ex sindaco battono un colpo: Legname, "dietro la sfiducia la politica con la p minuscola" - L'ex sindaco Domenico Messinese durante la seduta del 7 settembre dello scorso anno che ne ha decretato la sfiducia
L'ex sindaco Domenico Messinese durante la seduta del 7 settembre dello scorso anno che ne ha decretato la sfiducia
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Gela. “Il 2018 è stato l’anno del fallimento della politica gelese”. Una politica “con la p minuscola” la definisce l’imprenditore Salvino Legname che adesso ha assunto il ruolo di presidente del gruppo di Sviluppo Democratico, il movimento fondato dai sostenitori dell’ex sindaco Domenico Messinese dopo l’espulsione decisa dai cinquestelle. Ci sarebbe proprio la “vecchia politica” dietro alla fine anticipata dell’esperienza amministrativa dell’ex grillino e della sua giunta, sfiduciati con due anni di anticipo rispetto alla scadenza naturale del loro mandato. “Sembra che i partiti si siano accorti di tutto, solo oggi, ma di fronte al fare sono imbarazzati ed inadeguati – dice – assumendo spesso un atteggiamento denigratorio fino al punto di decidere di lasciare la città senza un governo politico, in grado di decidere democraticamente le scelte più idonee per il bene dei nostri concittadini. Prima la sfiducia al sindaco, poi la falsa richiesta di licenziamento del commissario straordinario. E dopo cosa chiederanno? Mandare via i gelesi dalla città? Dimenticavo, a questo ci hanno pensato già con decenni di decisioni errate, prive di una visione strategica per il territorio”. Per Legname dietro alla sfiducia ci sarebbero solo “logiche di spartizioni partitiche”. L’esponente di Sviluppo Democratico, che ha sostenuto la giunta del sindaco Domenico Messinese, ritiene che anche il Pd locale continui a presentare ricette inconcludenti rispetto ai rapporti con Eni, richiamati negli ultimi giorni dal segretario Peppe Di Cristina. “Sentirlo dal segretario cittadino di quel partito, che alla continua ricerca di una ricetta elettorale per la risoluzione dei problemini della città, è stato la causa principale del disastro gelese – spiega ancora – non può che far sorridere, con amarezza, soprattutto quando dietro questi buoni propositi si celano i compitini di inizio anno, per ripercorrere le solite vecchie alleanze politiche che hanno mal governato questa città e che hanno portato alla sfiducia di un’intera assise civica”.

Legname attacca anche i grillini che hanno portato in municipio proprio l’ex sindaco Domenico Messinese. Il casus belli, questa volta, è il regolamento sul sistema di democrazia partecipata, contestato da Livio Aliotta, ex vertice del comitato di quartiere Macchitella e ora organizer del meetup grillino. “Come mai il coordinatore cittadino del Movimento 5 stelle critica oggi il documento votato proprio dai suoi ex consiglieri pentastellati? Quando si è incapaci di svolgere il proprio ruolo si cerca sempre l’alibi scaricando sugli altri le responsabilità del proprio fallimento. Perché Livio Aliotta, da rappresentante del Comitato di quartiere Macchitella, non ha presentato neanche un progetto? Il sindaco e la giunta uscenti hanno creato le condizioni affinché, oltre a parlare di democrazia partecipata si potessero mettere in pratica i buoni propositi dei cittadini tutti, passando dalle parole ai fatti. Tuttavia, per il 2019, noi di Sviluppo Democratico vogliamo portare alla città e ai nostri concittadini l’augurio di continuare a credere al cambiamento che passerà da un solo atto, il voto. Magari un gesto creativo e rivoluzionario che inciderà sul futuro dell’intera comunità, sperando che nel frattempo il commissario straordinario, tutto preso dai tagli ai servizi che con fatica la giunta ha mantenuto, sappia gestire l’ordinario senza perdere le opportunità create per il rilancio del territorio, che tra Patto per il Sud, Area di Crisi e Agenda Urbana contano circa mezzo miliardo di euro”. Non è ancora chiaro se gli ex sostenitori del sindaco Messinese riusciranno a trovare collocazione in vista delle prossime elezioni, intanto ne approfittano per battere un colpo.

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