I "prestiti " a usura per l'acquisto dei mobili e per pagare i debiti del gioco d'azzardo: nell'agenda nomi e cifre
La quarantunenne Milena Scudera, nel corso dell'interrogatorio preventivo, ha fornito una versione differente, escludendo l'usura e parlando di prestiti concessi a persone che già conosceva
Gela. Per i pm della procura e per i carabinieri, la quarantunenne Milena Scudera, arrestata nell'inchiesta ribattezzata “Fenus”, aveva da tempo avviato un'attività parallela di prestiti a usura. Interessi che lievitavano, diventando somme dovute da chi si rivolgeva a lei, spesso conoscendola da tempo anche per rapporti di amicizia. C'era chi la contattava per avere denaro necessario all'acquisto dei mobili della propria abitazione ma anche chi si indebitava con lei per cercare di venire a capo delle tante perdite economiche causate dal gioco compulsivo. I soldi arrivavano dalla quarantunenne, che però pretendeva non solo la restituzione delle cifre ma pure la copertura degli interessi e di spese ulteriori, con versamenti mensili. Per gli investigatori, la donna (ora detenuta in carcere), che portava avanti un'attività di parrucchieria “non in regola”, hanno riferito pm e carabinieri, era in grado di elargire le somme richieste, anche entrando in rapporti contrattuali, attraverso la sottoscrizione di finanziamenti con società del settore. La causale era quella ufficiale ma poi sarebbe servita a costruire la rete per portare alla dazione delle somme e degli interessi usurari. Proprio in questo presunto meccanismo sarebbe finita una sua conoscente, che per gli inquirenti avrebbe iniziato a ottenere prestiti dalla parrucchiera fin dal 2016. Man mano, non sarebbe stata più in grado di onorare gli impegni, alla fine arrivando a denunciare tutto ai carabinieri. Primi riscontri si ebbero da un intervento fatto dai militari dell'arma, contattati dalla donna che aveva già addosso il peso del debito contratto con Scudera. Trovarono la parrucchiera quarantunenne sotto l'abitazione dell'altra donna, proprio nell'intento di reclamare somme che gli spettavano. L'attività di indagine ha portato a sequestrare un'agenda che la quarantunenne usava per annottare nomi e cifre. Pm e carabinieri non escludono che sia quello il “libro mastro” dell'attività usuraria. Proprio l'amica che ottenne una serie di prestiti, con evidenti difficoltà a restituire le somme costanti degli interessi, fu poi presa di mira, con l'incendio di un'auto, nella disponibilità anche del marito, e il danneggiamento di un garage. Azioni intimidatorie che gli inquirenti attribuiscono a Scudera: avrebbe dato mandato ad alcuni pregiudicati, ora agli arresti domiciliari, Armando Ferrigno, Giosué Lombardo e almeno due minorenni. Alessio Smorta, a sua volta ai domiciliari, avrebbe fatto da tramite. La quarantunenne, nel corso dell'interrogatorio preventivo, ha fornito una versione differente, escludendo l'usura e parlando di prestiti concessi a persone che già conosceva. Nella sua abitazione, sono stati individuati e sequestrati circa 162 mila euro.
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