I generali Galletta e Gibilaro hanno ricevuto la cittadinanza onoraria di Palermo
PALERMO (ITALPRESS) & L& contro la criminalità organizzata di stampo mafioso e la promozione di valori civici ha permesso loro di fare breccia nel cuore della città pur non essendovi nati: per queste e altre motivazioni il generale dei
PALERMO (ITALPRESS) – L’impegno contro la criminalità organizzata di stampo mafioso e la promozione di valori civici ha permesso loro di fare breccia nel cuore della città pur non essendovi nati: per queste e altre motivazioni il generale dei Carabinieri Riccardo Galletta e il generale della Guardia di finanza Ignazio Gibilaro hanno ricevuto, in una cerimonia solenne al teatro Massimo, la cittadinanza onoraria di Palermo. A conferirgliela, alla presenza delle autorità civili, militari e politiche, è il sindaco Roberto Lagalla.
“È un riconoscimento che la città rende a due grandi servitori dello Stato e a due uomini delle istituzioni, confermando la necessità e l’esigenza che le istituzioni tutte siano in condizione di formare una rete di collaborazione, cooperazione e comune ispirazione al bene comune – sottolinea il primo cittadino, – Questa ha una funzione non solo di governo, controllo, vigilanza e repressione sul territorio, ma anche una forte funzione di esempio, correttezza istituzionale e pedagogia sociale. Occorre stringere sempre più la differenza o la distanza che talvolta esiste tra cittadini e istituzioni, nonché richiamare nella mente dei cittadini l’importanza delle istituzioni come espressione più alta dell’unità del paese e della stessa comunità: questo credo sia un dovere fondamentale di chi è chiamato a governare la città, la Regione e il paese”.
Gibilaro, nato ad Agrigento 64 anni fa, da settembre 2025 è vicedirettore dell’Agenzia Informazioni e Sicurezza interna: negli anni ’80 era al comando della sezione Indagini economico-fiscali sulla criminalità organizzata della Guardia di finanza di Palermo, che operava a stretto contatto con il pool antimafia. Tra le motivazioni dell’onorificenza, spiega Lagalla, vi sono “l’impegno sul campo come responsabile di molteplici reparti, l’eccezionale trasversalità delle sue esperienze di comando e servizio, la partecipazione ad alcune delle più note inchieste contro la mafia facendo da ufficiale di collegamento tra Falcone e la guardia di finanza, l’aver operato a diretto supporto del pool Mani pulite nell’esecuzione di delicate attività investigative su gravi episodi di corruzione che avevano coinvolto anche soggetti appartenenti alla guardia di finanza, l’aver fronteggiato al vertice del Comando regionale Sicilia le emergenze economiche, sociali e criminali dell’isola e l’aver svolto un ruolo di rilievo nell’organizzazione e nella gestione del G7 di Taormina nel 2017″.
Galletta, nato a Firenze 63 anni fa, è attualmente alla guida del Comando interregionale dei carabinieri per l’Italia nord-occidentale, dopo aver guidato nei primi anni del nuovo millennio il gruppo di Palermo e il reparto territoriale; tra 2015 e 2018 è stato invece alla guida dei Carabinieri Legione Sicilia. Tra le motivazioni del riconoscimento dei suoi confronti, sottolinea ancora il sindaco, ci sono “la profonda conoscenza delle dinamiche della criminalità organizzata da Cosa nostra alla ‘Ndrangheta, la capacità di cogliere le continue trasformazioni del fenomeno mafioso, il conseguimento della laurea magistrale honoris causa in Studi storici, antropologici e geografici, le insigni qualità umane e l’ampio spessore culturale, l’impegno profuso nello svolgimento delle sue funzioni a servizio dell’Arma in questa città con lusinghieri e rilevanti risultati nel contrasto ai fenomeni mafiosi e nella diffusione dei valori civici”.
Nel descrivere l’emozione del momento, Gibilaro evidenzia come “nella mia vita ho avuto questa fortuna, da siciliano, di poter testimoniare che i siciliani non sono sempre e solo dalla parte sbagliata, come spesso viene raccontato in maniera impropria: i siciliani lottano per la legalità, come attestano i nostri martiri. Quest’onorificenza per me non è solo motivo di orgoglio, ma un’emozione personale: a metà degli anni ’80 si viveva una palermo diversa, dove i morti per le strade erano pressoché quotidiani, e da giovane capitano mi trovai a lavorare con il pool dell’ufficio Istruzione per gli accertamenti bancari e patrimoniali. Quella, al tempo, era una frontiera innovativa: Giovanni Falcone aveva avuto l’intuizione di utilizzare le indagini bancarie e societarie per ricostruire il network non solo dell’organizzazione criminale, ma anche di tutta la rete di soggetti che gravitavano attorno alla componente militare; quell’intuizione ha fatto scuola e oggi è patrimonio comune di tutte le forze di polizia e della magistratura”.
Galletta racconta come la tappa siciliana sia impressa in modo indelebile nella sua vita: “Qui ho trovato qualcosa che mi porterò dietro per sempre, dal punto di vista umano oltre che professionale. La motivazione di questo importante riconoscimento si riferisce al contributo e alla lotta alla criminalità organizzata nel corso degli anni, questo mi lusinga e mi fa piacere: credo sia dovuto essenzialmente ai miei collaboratori di ogni ordine e grado, che hanno contributo in modo mirabile alla lotta alla criminalità; io li ho solo messi nelle condizioni migliori per poter operare. Palermo ha rimarcato in me una crescita professionale straordinaria, che poi mi ha sempre accompagnato negli anni”.
-Foto xd8/Italpress-
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