Hashish spacciato in città e a Niscemi, chiuse indagini per sei coinvolti
Stando a quanto emerso all'esito dell'inchiesta “Drug emoticon”, capitava spesso che i clienti si recassero in un casolare, in un'area rurale, proprio per acquistare la droga
Gela. Secondo i pm della procura e i poliziotti, controllavano una fetta dello spaccio di droga tra Niscemi e Gela. Sono state chiuse le indagini nei confronti di sei coinvolti. Le richieste prevalenti, che arrivavano dai clienti, erano legate all'hashish. I contatti per l'acquisto avvenivano per il tramite di messaggi su applicazioni smartphone. Stando a quanto emerso all'esito dell'inchiesta “Drug emoticon”, capitava spesso che i clienti si recassero in un casolare, in un'area rurale, proprio per acquistare la droga. Le indagini sono state chiuse per le posizioni dei gelesi Vincenzo Tilaro e Giada Piazza e per quelle dei niscemesi Cono Alfredo Cilio, Salvatore Rizzo, Francesco Ingallina ed Emanuele Sciacca. Un altro indagato gelese, inizialmente toccato dalle attività investigative, è deceduto negli scorsi mesi, mentre si trovava ristretto in carcere. Gli inquirenti monitorarono i contatti tra gli indagati e gli assuntori, concentrati nel periodo tra 2023 e 2024. Pm e poliziotti ritengono che la droga venisse piazzata ai clienti, sia a Niscemi sia a Gela. Non si esclude che fossero i gelesi a garantire forniture ai pusher niscemesi. Il maggior numero di episodi di spaccio viene contestato a Salvatore Rizzo. Con la chiusura delle indagini, è probabile che la procura avanzi richiesta di rinvio a giudizio. I sei sono rappresentati dagli avvocati Francesco Spataro, Rosario Prudenti, Francesco Rizzo, Rosa Salerno e Carmelo Tuccio.
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