Greco ritorna sotto le insegne ufficiali di FI: "Progressisti? In città governano con pezzi del centrodestra"

L'avvocato Greco chiama in causa Di Paola e i dem, ritenendoli emblema delle contraddizioni. Sembra quasi parlare da più alto in grado tra gli esponenti FI

21 luglio 2026 18:13
Greco ritorna sotto le insegne ufficiali di FI: "Progressisti? In città governano con pezzi del centrodestra" - Greco insieme all'europarlamentare Marco Falcone
Greco insieme all'europarlamentare Marco Falcone
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Gela. E' una sorta di esordio ufficiale sotto le insegne di Forza Italia. L'ex sindaco Lucio Greco, che pochi giorni fa ha ottenuto l'inserimento nel direttivo provinciale degli azzurri, prende subito la sponda progressista per parlare di “incoerenze” tra chi sta costruendo l'alternativa al governo del presidente Renato Schifani. Gli azzurri, che devono superare la pesante eredità dell'ex parlamentare Ars Michele Mancuso (coinvolto nell'inchiesta su casi di corruzione per i contributi pubblici), chiaramente non si rivedono per nulla nell'alternativa al governo regionale. Secondo l'ex sindaco, l'incontro di ieri del tavolo regionale progressista, tenutosi in città, “più che una proposta politica credibile, ha messo in luce tutte le profonde contraddizioni che attraversano il centrosinistra. È davvero singolare parlare di unità e coerenza proprio nella città in cui l’amministrazione comunale continua a reggersi anche sul contributo di tre assessori con deleghe strategiche, espressione di forze politiche che, a livello regionale e nazionale, hanno assunto posizioni spesso lontane, se non opposte, rispetto a quelle del Partito democratico e dei progressisti. Una contraddizione evidente – dice Greco - che nessuna passerella politica può cancellare. Il principale artefice di questa confusione politica è il coordinatore regionale del Movimento cinquestelle che, nel tentativo di inseguire le proprie ambizioni, ha più volte sacrificato la coerenza politica a favore di scelte dettate dalla convenienza del momento. Ancora più incomprensibile è il silenzio del Partito democratico che, pur continuando a proporsi come forza di governo, accetta queste evidenti incongruenze senza mai assumere una posizione chiara. I cittadini chiedono serietà, chiarezza e rispetto del mandato elettorale, non alleanze variabili e accordi costruiti esclusivamente per ragioni di opportunità politica”. L'avvocato Greco chiama in causa Di Paola e i dem, ritenendoli emblema delle contraddizioni. Sembra quasi parlare da più alto in grado tra gli esponenti FI. “Anche il centrodestra, nella nostra provincia, ha conosciuto momenti di confronto interno, ma ha saputo ritrovare compattezza attorno a valori condivisi, a un programma comune e all’obiettivo di dare risposte concrete ai problemi del territorio. È questa la differenza sostanziale tra chi costruisce un progetto politico fondato sulla coerenza e sulla responsabilità e chi, invece, continua a cambiare schema in funzione delle convenienze del momento. Forza Italia – conclude Greco - continuerà a lavorare per rafforzare l’unità del centrodestra e per offrire ai cittadini un’alternativa credibile, seria e stabile. Gela e la provincia di Caltanissetta hanno bisogno di una classe dirigente capace di affrontare con competenza le grandi sfide dello sviluppo, del lavoro e delle infrastrutture, non di operazioni politiche che, ancora una volta, mostrano tutta la loro fragilità prima ancora di prendere forma”. Il centrodestra che affronta la “questione morale”, legata alle inchiesta che sul territorio hanno destabilizzato partiti come la stessa Forza Italia, punta ai progressisti per metterne in evidenza quelle che secondo Greco sono mosse solo elettorali.

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