Giunta, fronde interne e rappresentanza: faccia a faccia in casa dem

I democratici, come spesso capitato nel recente passato, sono chiamati a ritrovare una compattezza che per ora appare piuttosto recalcitrante a manifestarsi. Non tutte le caselle sembrano combaciare

07 marzo 2026 17:15
Giunta, fronde interne e rappresentanza: faccia a faccia in casa dem - Una riunione del gruppo Pd
Una riunione del gruppo Pd
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Gela. Il punto di non contatto prevalente, in questa fase attraversata dalla maggioranza del sindaco Terenziano Di Stefano, sicuramente è rintracciabile tra le file del Pd. Fraintendimenti e ritrosie, però, si riscontrano pure nelle stanze di altri gruppi alleati. Il capogruppo consiliare dem Gaetano Orlando, da settimane, in maniera piuttosto veemente, reclama una verifica e una riorganizzazione del governo cittadino, seguendo la scia dei numeri elettorali. Fino a oggi, il sindaco Terenziano Di Stefano non si è mai scomposto, attendendo eventualmente che siano i partiti a pronunciarsi ufficialmente. I dem, la prossima settimana, riuniscono la direzione e probabilmente gli animi non saranno per nulla inclini alla piena condivisione su tutti i fronti. Quella di Orlando potrebbe essere una fronda interna, forse seguita da qualche altro consigliere, più critico verso le strategie del sindaco e del partito stesso. Non a caso, da giorni, Orlando, in solitaria, sferza la dirigenza dem, con invettive che non lasciano nulla ai sottintesi. Allo stesso modo, non è per nulla tenero verso gli alleati, Mpa in testa, e nei riguardi del primo cittadino. Di Stefano, come abbiamo riferito, ha spiegato che “per Orlando la porta è sempre aperta”. La direzione della prossima settimana potrà essere una resa dei conti tra i dirigenti democratici? C'è chi non lo esclude. I nodi sono molteplici. Non solo la giunta e l'eventuale riorganizzazione ma pure il doppio ruolo rivestito dal vicesindaco Giuseppe Fava, che è allo stesso tempo consigliere comunale. Non manca il capitolo Ghelas, altro baluardo nella visione di chi non segue la linea dettata dalla dirigenza democratica, invece più incline a non accelerare e a dialogare con il sindaco, senza strappi traumatici. I democratici, come spesso capitato nel recente passato, sono chiamati a ritrovare una compattezza che per ora appare piuttosto recalcitrante a manifestarsi. Non tutte le caselle sembrano combaciare nonostante i dem, dopo due anni dalla vittoria delle amministrative nella coalizione del sindaco, abbiano mantenuto i numeri originari, senza perdere pezzi. Il segretario Giuseppe Arancio, i dirigenti, gli assessori e i consiglieri comunali dovranno trovare una quadratura del cerchio, allo stato non così a portata di mano. L'alleanza con il sindaco non pare per nulla messa in discussione, però i passi falsi non sono mancati, l'ultimo nella vicenda della commissione bilancio, che ha fatto intendere quale sia l'attuale andazzo, non solo in casa dem ma pure nel dialogo con altri alleati. Di Stefano l'agenda amministrativa l'ha già organizzata e non pare prevedere troppe pause strettamente politiche. Dalla direzione del Pd dovrà emergere una posizione quantomeno chiara e se non proprio unitaria, perlomeno in grado di non andare in crisi a scadenze quasi fisse.

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