Giunta da rivedere, Di Stefano dà mandato ai partiti: più supporto e il patto per il bis
Per Di Stefano, è essenziale incrementare ancora di più il lavoro per la città. Dagli assessori, evidentemente, qualcosa in più se la sarebbe aspettata
Gela. Il governo locale, dopo oltre due anni di mandato dell'amministrazione del sindaco Terenziano Di Stefano, va verso una rivisitazione, anche per ciò che concerne la composizione assessoriale. In serata, dopo diverse ore di confronto interno, in municipio, il primo cittadino ha dato mandato a tutti i segretari di partito di valutare all'interno dei rispettivi gruppi. Nessuna richiesta esplicita ma è evidente che i partiti verificheranno potenziali nominativi capaci di dare ulteriore supporto e competenze all'attività amministrativa. Per Di Stefano, che con i suoi si è rapportato in un clima generale piuttosto disteso, qualcosa da implementare nella condotta amministrativa c'è. Fino a oggi, ha sempre cercato di compensare con la sua azione diretta ma occorre manforte, in contesti sempre difficili. Gli stessi partiti dovranno anche affrontare la questione delle possibili candidature del prossimo anno: se ci sono assessori attuali, papabili per regionali e politiche, dovranno fare il proverbiale passo indietro, lasciando la giunta per non limitarla alla sola campagna elettorale. È essenziale - ha confermato il sindaco -incrementare il lavoro per la città. Dagli assessori, evidentemente, qualcosa in più se la sarebbe aspettata. Non è solo il capitolo amministrativo che ha tenuto banco. Il patto politico con gli alleati non può prescindere dalla continuità verso il 2029 e a maggior ragione il sindaco si attende che tutti i pezzi della sua maggioranza lo supportino elettoralmente per un mandato bis, obiettivo mai nascosto e che rientra nel programma dei dieci anni. Il capo dell'amministrazione sconti non pare volerne fare a nessuno, né ai progressisti né alla parte di centrodestra (vedi Mpa) che in città lo sostiene. Gli autonomisti hanno ribadito, pure questa sera, che indipendentemente dalla collocazione regionale, in città stanno con il sindaco. Un posizionamento su più livelli che continua a convincere poco soprattutto i dem ma che per ora non pare in bilico. Di Stefano, a stretto giro, attende gli esiti delle "consultazioni" interne ai partiti. Il vertice, che sembrava saltato per le condizioni meteo in città da monitorare, si è poi tenuto come da programma e per diverse ore gli alleati hanno dibattuto senza troppi vincoli di opportunità. Il sindaco, che non ha mancato di lanciare forti critiche al centrodestra, regionale e nazionale, ribadendo il suo posizionamento distante da quest'area, ancora una volta ha voluto consolidare una leadership che diventa condizione imprescindibile per la riconferma.
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