Giudice oltre le appartenenze avvisa Fava: "Ai consiglieri si deve massimo rispetto istituzionale"
Giudice, senza citarlo direttamente, avvisa Fava e altri comportamenti fuori dalle righe non saranno tollerati
Gela. Non un ammonimento diretto, ma quasi, verso i toni assunti in settimana dal vicesindaco Giuseppe Fava nei confronti dei consiglieri di centrodestra Sara Cavallo e Antonella Di Benedetto. Il presidente del civico consesso Paola Giudice, espressione M5s nella maggioranza del sindaco Terenziano Di Stefano, non si fa trascinare dall'appartenenza ma entra a difesa dell'istituzione consiliare. "Ritengo doveroso richiamare tutti, istituzioni, rappresentanti politici, amministratori, al pieno rispetto del consiglio comunale, dell'autorevolezza del suo ruolo e della dignità dei luoghi nei quali si esercitano le funzioni democratiche della nostra comunità. Il consiglio comunale è la massima espressione della rappresentanza popolare cittadina. Al suo interno siedono consiglieri eletti dai cittadini, chiamati a svolgere il proprio mandato con responsabilità, indipendentemente dall'appartenenza alla maggioranza o alla minoranza. Ciascun consigliere - dice Giudice - rappresenta una parte della città e contribuisce, con il proprio ruolo, al confronto democratico e alla formazione delle decisioni nell'interesse della collettività e, come presidente, ho il dovere di tutelarlo nella sua interezza. Il rispetto dovuto al consiglio comunale che ho l’onore di rappresentare non è un privilegio riservato ai suoi componenti, ma un principio che tutela le istituzioni democratiche e, di conseguenza, i cittadini stessi. Allo stesso modo, merita rispetto ogni luogo istituzionale in cui si esercitano le funzioni pubbliche: spazi che devono rimanere sede di confronto civile, di dialogo e di reciproco riconoscimento, nel rispetto dei ruoli di ognuno anche quando le posizioni politiche sono profondamente diverse". Neanche davanti alle critiche, anche le più nette, secondo Giudice si può abbandonare la misura. "Il dissenso, la critica e il confronto, anche acceso, costituiscono elementi essenziali della vita democratica. Essi, tuttavia, devono sempre svilupparsi nel rispetto delle regole istituzionali, delle persone e delle prerogative che l'ordinamento riconosce agli organi elettivi. Ogni comportamento o linguaggio che finisca per svilire il ruolo del consiglio comunale o delegittimare indiscriminatamente chi ne fa parte rischia di indebolire l’Istituzione che rappresento e troverà in me una ferma condanna. Rivolgo, pertanto, un appello al senso di responsabilità di tutti affinché il confronto politico, pur nella legittima dialettica tra maggioranza e minoranze, si mantenga sempre entro i confini del rispetto reciproco e della correttezza istituzionale. Difendere il prestigio e la dignità del consiglio comunale - aggiunge - significa difendere la democrazia, garantire il rispetto del mandato conferito dagli elettori e preservare il valore delle Istituzioni che rappresentano l'intera comunità gelese". Giudice, senza citarlo direttamente, avvisa Fava e altri comportamenti fuori dalle righe non saranno tollerati.
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