Ghelas, collegio sindacale boccia l'interpretazione sul mandato di Siragusa: "E' contraddittoria"
Valutazioni che si pongono su una linea che non coincide con quella espressa dal municipio. Alla questione della governance si aggiunge quella del bilancio 2025. Nelle attività di predisposizione "sono emerse rilevanti criticità"
Gela. “Incongruente e contradditoria”, così il collegio sindacale della Ghelas multiservizi definisce l'interpretazione, contenuta in una recente determina firmata dal sindaco Terenziano Di Stefano, che fissa la scadenza del mandato dell'attuale amministratore dell'azienda, Guido Siragusa, all'approvazione del bilancio 2025, quindi entro i prossimi mesi dell'anno in corso. A Palazzo di Città, il segretario generale Giovanni Curaba e il primo cittadino, come ha spiegato lo stesso sindaco, sono intervenuti per “correggere un errore”, che ritengono fosse presente nell'atto di nomina di Siragusa, indicato come amministratore dell'in house dall'ex sindaco Lucio Greco, nelle ultime settimane del sua permanenza in municipio. Secondo il collegio sindacale della società, “l'interpretazione della norma descritta nella determina del 16 aprile, pur partendo, correttamente, dalla riforma del diritto societario del 2003 che sostituisce il concetto di anno solare con quello di esercizio sociale per determinare con esattezza l'individuazione del momento in cui si perfeziona la nomina dell'organo amministrativo, non appare tuttavia consequenziale con la conclusione prospettata nella stessa determina”. Il collegio sindacale, composto dai professionisti Gaetano Lorefice, Franco Volasini e Raffaele Cannilla, ritiene, come indicato in una comunicazione pubblica indirizzata anche allo stesso amministratore della multiservizi, che il provvedimento comunale “riconosce che l'esercizio 2023 è integralmente riferibile alla gestione precedente, escludendo qualsiasi responsabilità in capo all'amministratore unico. Tuttavia, in modo contraddittorio, assume che il medesimo esercizio debba essere computato ai fini della durata del mandato”. Secondo il collegio sindacale, che non viene citato nella determina firmata da Di Stefano per quanto concerne la durata in carica, la naturale conclusione del mandato di Siragusa è da collocare non con l'approvazione del bilancio 2025 ma con quello 2026 (previsto il prossimo anno). “Se l'ordinamento collega in modo rigoroso la responsabilità dell'amministratore al periodo di gestione effettiva, non è coerente ritenere che un esercizio totalmente estraneo alla gestione possa essere imputato al medesimo soggetto ai fini del computo della durata della carica”, riporta la nota del collegio sindacale. Viene rimarcato che “l'esercizio sociale rappresenta, infatti, un periodo di gestione economico-patrimoniale e non può essere identificato con l'atto assembleare di approvazione del bilancio, che ha natura meramente successiva e ricognitiva”. Valutazioni che si pongono su una linea che non coincide con quella espressa dal municipio, dato che il primo cittadino, attraverso la determina finita all'attenzione del collegio sindacale Ghelas, dà mandato al segretario generale di predisporre tutto il necessario per l'avviso pubblico finalizzato a individuare il nuovo mananger. Alla questione della governance, che probabilmente andrà incontro a evoluzioni di vario tipo, si aggiunge, come abbiamo riportato, quella del bilancio 2025. L'assemblea Ghelas è stata convocata per la prossima settimana, in presenza del socio unico, ovvero il Comune con il sindaco Di Stefano, ma non ci sarà all'ordine del giorno lo strumento finanziario quanto invece il differimento del termine per l'approvazione, nell'arco dei prossimi 180 giorni, come prevede la normativa in materia. Nella comunicazione, inoltrata in municipio, proprio il manager Siragusa sottolinea che “nell’ambito delle attività di predisposizione del bilancio di esercizio 2025, sono emerse rilevanti criticità tecnico-contabili, con particolare riferimento alla necessità di procedere alla puntuale ricostruzione della posta debitoria relativa ai fondi pensione per gli anni 2012–2017. La complessità della ricognizione, attualmente in corso a seguito di incarico conferito al consulente del lavoro, non consente allo stato la definizione attendibile e prudenziale della suddetta posta, rendendo necessario il differimento del termine di approvazione del bilancio, al fine di garantire il rispetto dei principi di veridicità, correttezza e prudenza”.
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