Tari alle associazioni, il Comune censisce i beni

Gela, il Comune censisce i beni in uso alle associazioni e per molte può arrivare la Tari. Rientrato lo stop Procivis, ma il timore resta.

02 ottobre 2026 16:20
Tari alle associazioni, il Comune censisce i beni -
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Gela - A fine agosto la Pubblica Assistenza aveva annunciato che da ottobre il banco della solidarietà si sarebbe fermato. Motivo: una cartella Tari da oltre 5mila euro notificata dal Comune. L'associazione aveva ricordato i servizi gratuiti resi alla città e il fatto di occuparsi a proprie spese della manutenzione dell'immobile. Lo stop alla fine è rientrato, ma la Procivis è stata solo la prima.

Ora il Comune guarda a tutte le altre. L'ufficio tributi sta lavorando al censimento catastale delle associazioni che usano beni comunali in comodato d'uso. Dal Comune fanno sapere che qualcuno si è fatto avanti spontaneamente e si è messo in regola. A settembre l'amministrazione aveva convocato un tavolo tecnico con le associazioni sulla Tari, ma la riunione è andata deserta.

Sono tante le realtà che potrebbero essere coinvolte. Come ad esempio quelle ospitate in via Ossidiana.

La Casa del Volontariato mette a disposizione spazi, anche temporaneamente, a sedici associazioni. Solo dieci sono iscritte al Runts, il registro del Terzo settore. Secondo il presidente Gero Bongiorno, le altre sono con ogni probabilità realtà presenti fin dall'inizio, quando l'iscrizione non era un passaggio fondamentale. Offrono servizi alla città: dalla protezione civile al gruppo archeologico, dall'autismo alla sala prove, fino a un banco alimentare.

Ma quanto rischia di pesare la TARI sulle associazioni, considerando che hanno spesso risorse limitate?

Se il comodato d'uso viene concesso perché le associazioni svolgono un servizio alla collettività che l'ente pubblico non riesce a garantire, allora sarebbe opportuno che le associazioni documentino ciò che fanno, con un report periodico delle attività. È una richiesta che compare spesso nei regolamenti comunali. Sarebbe un modo per dare valore a ciò che le associazioni fanno e rendere trasparente il rapporto con l’amministrazione.

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