Gela, senti Maltese: “Società da riformare, mancano troppe figure. Futuro? Mai dire mai”

I dubbi, sul futuro, sono tanti, e molti di questi sono legati al Gela, ad oggi in difficoltà sotto diversi aspetti.

A cura di Redazione Redazione
06 maggio 2026 09:30
Gela, senti Maltese: “Società da riformare, mancano troppe figure. Futuro? Mai dire mai” - Foto di Davide Gerbino
Foto di Davide Gerbino
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Gela. Tre reti e dieci assist in ventotto presenze - venticinque dal primo minuto - per Dario Maltese, che dopo l’addio di Manuel Sarao si è anche preso la fascia da capitano del Gela. Grazie al suo talento cristallino, il centrocampista ha fatto rapidamente breccia nel cuore dei tifosi e dell’intera comunità biancazzurra.

“I tre gol e i dieci assist? Lo ritengo un ottimo bottino personale, soprattutto perché non è stato semplice - dichiara ai microfoni di Bar Sport il capitano del Gela Dario Maltese -. Ambivo a contribuire a quindici reti ma ci sono stati diversi problemi che non hanno aiutato”.

La prestigiosa fascia al braccio ha responsabilizzato l’ex Brindisi, punto di riferimento nello spogliatoio biancazzurro. Ad aiutarlo, però, un gruppo squadra solido e coeso che non si è mai disunito nonostante gli ostacoli incrociati sul proprio cammino.

“Molte situazioni non sono state semplici da gestire per chi indossa la fascia da capitano. Probabilmente, se non avessi avuto un gruppo solido, le cose sarebbero andate diversamente - spiega -. La fiducia nei miei confronti da parte dei ragazzi mi ha dato forza e consapevolezza. Lottare per loro anche fuori dal campo è stato motivo d’orgoglio, sono tutti uomini veri che meritano di più di quello che hanno raccolto fino ad oggi”.

Autore di una grande stagione, durante l’anno Dario Maltese ha attirato su di sé l’interesse di diversi club, di Serie D ma anche di Serie C. Tra questi la Sambenedettese di Roberto Boscaglia, che solo qualche mese fa ha accolto Gabriele Gigante.

“A dicembre sono stato cercato da quattro squadre e verso fine febbraio potevo andare a San Benedetto del Tronto da mister Boscaglia, ma la trattativa non è andata in porto per diversi motivi - prosegue Maltese -. Io sono un sognatore, se oggi piango per i miei mali è anche colpa mia perché ho creduto in qualcosa di grande. Gela ha dimostrato nuovamente di essere una piazza calda che meriterebbe quantomeno di lottare per vincere in Serie D”.

I dubbi, sul futuro, sono tanti, e molti di questi sono legati al Gela, ad oggi in difficoltà sotto diversi aspetti. La riconoscenza verso la città e verso la tifoseria da parte di Maltese, però, rimane e rimarrà a prescindere dalle decisioni che verranno prese nei prossimi mesi da entrambe le parti.

“Per l’anno che ho passato, per cos’è diventata Gela per me e soprattutto per quello mi ha dato, io rimarrei qui fino a fine carriera, qui ti senti un calciatore vero. Però, ad oggi, ci sono tantissime cose da sistemare, in primis economiche - conclude Dario Maltese -. Bisogna riformare la società perché mancano troppe figure. Futuro? Mai dire mai, mancano due mesi al 30 giugno e mi auguro che le cose si possano risolvere. Rimango fiducioso e spero in un futuro roseo”.

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