Gela punta alla Bandiera Blu 2027: presentata la candidatura
L’Assessore Franzone: “Le nostre acque sono eccellenti, ora la sfida sono i servizi”
Gela. Gela prova a guardare avanti e lo fa partendo dal mare. È stata presentata ufficialmente la candidatura alla Bandiera Blu per l’estate 2027, il riconoscimento internazionale assegnato alle località costiere che rispettano rigorosi criteri ambientali, di qualità delle acque e dei servizi.
Un obiettivo ambizioso, ma che l’amministrazione comunale considera oggi realistico. Il primo requisito fondamentale, infatti, è già stato centrato: la qualità delle acque del litorale gelese. Da diversi anni i monitoraggi restituiscono dati positivi, sia da parte dell’Arpa Sicilia sia dalle analisi indipendenti di Goletta Verde, che hanno più volte promosso il mare di Gela.
«Sicuramente è un obiettivo ambizioso – spiega l’assessore allo Sviluppo economico Filippo Franzone – ma abbiamo tutte le condizioni per poterci puntare. Il punto fondante per raggiungere la Bandiera Blu è la qualità delle acque, e su questo Gela oggi è pienamente in regola».
I dati ufficiali confermano. Le rilevazioni pubblicate sul sito del Ministero della Salute indicano, nei punti di prelievo del litorale gelese, una qualità “eccellente”, il livello più alto dal punto di vista qualitativo. Un risultato avvalorato anche da Arpa Sicilia. «Abbiamo fatto ulteriori verifiche – aggiunge Franzone – e l’Arpa ci ha confermato che le acque di Gela presentano una condizione di balneabilità molto alta».
Ma la Bandiera Blu non si ottiene soltanto con il mare pulito. I parametri richiesti sono numerosi e stringenti: gestione dei rifiuti, tutela ambientale, accessibilità delle spiagge, sicurezza, informazione e qualità dei servizi per residenti e turisti. Un sistema complesso che coinvolge l’intera macchina amministrativa e il territorio.
«Ci sono altri 33 criteri da rispettare – sottolinea l’assessore – che riguardano soprattutto la gestione ambientale, la comunicazione e i servizi alla spiaggia. Questo percorso ci porterà, già nei prossimi mesi, a migliorare tutto ciò che riguarda i servizi e la fruibilità del nostro litorale».
L’obiettivo, infatti, non è attendere il 2027. L’amministrazione punta a intervenire subito, già dalla prossima stagione estiva, partendo dalla pulizia delle spiagge, dall’organizzazione degli accessi e dal miglioramento complessivo dell’offerta balneare.
La Bandiera Blu, però, non è soltanto un riconoscimento ambientale. È anche un simbolo, un marchio capace di incidere profondamente sull’immagine di una città. Per Gela rappresenterebbe un cambio di narrazione, dopo anni in cui il territorio è stato raccontato quasi esclusivamente attraverso criticità e pregiudizi legati al passato industriale.
«Nell’immaginario collettivo Gela è ancora vista come una città con il mare inquinato – osserva Franzone – ma questo non è più vero. I gelesi lo sanno da tempo, anche grazie ai riconoscimenti ottenuti negli anni. All’esterno, però, pesa ancora la memoria di quello che Gela era, non di quello che è oggi».
Da qui il valore strategico della candidatura. «Raggiungere questo obiettivo permetterebbe alla città di dire chiaramente che Gela è cambiata, che è un’altra cosa rispetto a quarant’anni fa e che può tornare a essere una delle città importanti del turismo siciliano», aggiunge l’assessore.
C’è chi considera la Bandiera Blu un traguardo troppo ambizioso per le condizioni attuali della città. Ma l’amministrazione respinge questa lettura. «Capisco lo scetticismo – conclude Franzone – ma Gela non può più rinunciare ad ambire a posizioni importanti. È un obiettivo alla portata, ambizioso sì, ma possibile. La città deve tornare a osare».
La candidatura è ufficialmente partita. Adesso la sfida passa dai fatti. I prossimi mesi diranno se Gela riuscirà a trasformare questa ambizione in un percorso concreto verso la Bandiera Blu.
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