Gela presenta il dossier di candidatura a “Capitale del mare 2026”

Una visione concreta che guarda al mare come risorsa culturale, sociale ed economica per il futuro della città.

24 gennaio 2026 11:17
Gela presenta il dossier di candidatura a “Capitale del mare 2026” -
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Gela. Gela alza l’asticella e guarda al futuro con ambizione. È stato presentato ufficialmente il dossier di candidatura a Capitale italiana del Mare 2026, un documento costruito in tempi record ma con una visione chiara e realistica, che mette al centro il mare come risorsa culturale, sociale ed economica, insieme a archeologia, inclusione, eventi e sviluppo turistico. Un lavoro intenso, portato avanti in appena 20 giorni tra Natale e Capodanno, da un gruppo composto da amministratori, tecnici e operatori del territorio. Un impegno che, come ha sottolineato il sindaco Terenziano Di Stefano, nasce dalla volontà di uscire dai pregiudizi che per troppo tempo hanno accompagnato l’immagine della città.

«Non candidare Gela sarebbe stata una follia. Anche con “Qualità Abitare” ci dissero che eravamo pazzi, poi sono arrivati investimenti per 100 milioni di euro. Utopia ci dicono anche adesso. Ma noi abbiamo le caratteristiche per ambire a Gela Capitale del Mare. A prescindere dall’esito del bando, lavoreremo comunque per realizzare quanto proposto».

Nel dossier sono previste strutture per agevolare l’accesso in spiaggia anche alle persone con disabilità, con passerelle, dispositivi per la discesa a mare dei soggetti fragili e docce, grazie al lavoro congiunto degli assessorati all’Ambiente e ai Lavori pubblici. Importanti anche gli interventi infrastrutturali già avviati: il 30 dicembre è stato appaltato il progetto di messa in sicurezza del costone Borsellino, per un importo di un milione di euro. La candidatura di Gela unisce mare e storia. L’area archeologica rappresenta un valore aggiunto decisivo, così come l’obiettivo – indicato chiaramente nel dossier – di rendere pienamente fruibili i due musei cittadini nei prossimi mesi, nonostante le criticità legate alla carenza di risorse regionali per la gestione dei siti.

Ampio spazio è riservato agli eventi culturali, con il rilancio delle iniziative legate al teatro classico, come Eschilo, e a una programmazione capace di attrarre visitatori e creare un’offerta turistica strutturata lungo tutto l’anno. A dimostrazione della concretezza del progetto, il dossier parte da esperienze già riuscite. Lo ha ricordato l’assessore Filippo Franzone, citando la Sagra del Pane, che ha registrato circa 60 mila visitatori. Accanto agli eventi culturali, il documento include una sezione sportiva e un’attenzione particolare alle experience enogastronomiche, con percorsi dedicati al pane, al pesce e alle produzioni locali, elementi chiave per raccontare l’identità del territorio.

Il sottotitolo del dossier è chiaro: “Gela laboratorio del mare”. Un concept che punta al coinvolgimento di scuole, studenti, cittadini e città limitrofe, trasformando il mare in uno spazio di apprendimento, sperimentazione e inclusione.

Tra i progetti più significativi c’è “Mare Blu delle Vele”, iniziativa sociale dedicata anche a ragazzi autistici, che conferma l’impegno per un mare davvero accessibile a tutti. Un modello che mette insieme welfare, sport, educazione e partecipazione.

La candidatura rientra in un piano complessivo di sviluppo turistico e culturale, avviato già lo scorso anno. Il bando, promosso dal Dipartimento per le Politiche del Mare della Presidenza del Consiglio dei Ministri, è aperto a tutte le città costiere e prevede un finanziamento fino a un milione di euro per il Comune che verrà scelto come Capitale italiana del Mare. L’amministrazione comunale, pur consapevole della forte concorrenza di importanti centri turistici siciliani e nazionali, ha deciso di partecipare senza esitazioni.

Accanto al sindaco, l’assessore Romina Morselli ha ribadito l’approccio pragmatico adottato.

«Abbiamo competitor importanti, ma abbiamo scelto visioni strategiche e soprattutto realizzabili. Tutto ciò che è inserito nel dossier nasce da una progettazione concreta».

Indipendentemente dall’esito, il dossier rappresenterà una base di partenza anche per altre opportunità di finanziamento. Come già avvenuto lo scorso anno con il fondo regionale da 300 mila euro, attivato tramite emendamento alla finanziaria regionale, l’obiettivo è costruire una rete stabile di eventi e iniziative.

Non manca una nota provocatoria ma politica: la candidatura può diventare anche uno strumento per accelerare le procedure legate ai lavori del porto, soprattutto nelle aree che presentano ancora criticità dal porto in giù. Con la Bandiera Blu, Gela punta a diventare una destinazione attrattiva non solo locale, ma per l’intera Sicilia.

Il messaggio che emerge dal dossier è chiaro: Gela ha deciso di pensare in grande. Non solo idee, ma progetti già testati, associazioni coinvolte, club service attivi e una comunità che inizia a riconoscersi in una nuova narrazione.Una sfida ambiziosa, certo. Ma anche un passo necessario per raccontare – finalmente – il bello della città.

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