"Gela nova": "Su vertenza sanità non si confondano fede e politica"
Non c'erano solo esponenti alleati del sindaco Terenziano Di Stefano, a sua volta presente, ma anche il parlamentare regionale FdI Salvatore Scuvera, che al pari di “Gela nova” non condivide il presidio davanti all'ospedale
Gela. “Gela nova” ha gradito poco la veglia di preghiera organizzata dalle comunità religiose e alla quale sono state invitate l'amministrazione comunale e le autorità politiche che stanno sostenendo la mobilitazione per la sanità da potenziare. Non c'erano solo esponenti alleati del sindaco Terenziano Di Stefano, a sua volta presente, ma anche il parlamentare regionale FdI Salvatore Scuvera, che al pari di “Gela nova” non condivide il presidio davanti all'ospedale “Vittorio Emanuele”. “Massimo rispetto per la chiesa, per la fede cattolica, evangelica e per chi ha pregato sinceramente per una sanità migliore. Ma proprio perché la fede merita rispetto, credo che vada tenuta lontana da qualsiasi rischio di strumentalizzazione politica. Guardando l’organizzazione e alcune delle presenze attorno all’iniziativa di San Giacomo, personalmente ho avuto la sensazione di vedere troppa politica attorno alla fede. Quando consiglieri comunali, rappresentanti politici e realtà di quartiere assumono un ruolo centrale in una manifestazione religiosa collegata a una vertenza politica, il confine rischia di diventare troppo sottile. La situazione della sanità gelese è grave e nessuno vuole sminuirla. Ma proprio questa criticità non può diventare la giustificazione per confondere fede, protesta e politica. La sanità ha bisogno di medici, reparti funzionanti, investimenti e risposte istituzionali”, spiega il presidente di “Gela nova” Giuseppe Nicosia. Per Nicosia, a questo punto, iniziative analoghe andrebbero garantite anche per altre vicende irrisolte per le quali il governo regionale non ha dato risposte, come nel caso del porto rifugio (oggi affidato all'Autorità della Sicilia occidentale in silenzio da mesi), oppure per capitoli delicati come quello idrico e occupazionale. “Il rischio è che una battaglia sacrosanta come quella per il diritto alla salute finisca per scivolare nel populismo. “Gela nova” preferisce distinguere la fede dalla politica e chiedere risultati concreti. I problemi di Gela non si risolvono con passerelle o iniziative di facciata, ma attraverso un confronto istituzionale serio, continuo e capace di portare risposte alla città”, conclude Nicosia.
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