All' Antidoto il teatro diventa solidarietà per Niscemi
L’intero ricavato della serata sarà devoluto agli amici vicini del Comune di Niscemi.
Gela. Una serata di teatro per sorridere e, allo stesso tempo, tendere la mano a chi ha bisogno. È questo lo spirito di “Un Antidoto per Niscemi”, l’iniziativa promossa dal Teatro Antidoto Gela, che venerdì 6 marzo alle 21 porterà in scena la commedia brillante “Letto a tre piazze”, in due atti, firmata da Arrichello.
L’evento non è solo un appuntamento culturale, ma un vero gesto di solidarietà: l’intero ricavato della serata sarà devoluto agli amici vicini del Comune di Niscemi. Un modo concreto per trasformare il palcoscenico in uno strumento di aiuto e condivisione.
“Letto a tre piazze” promette ritmo, situazioni esilaranti e dinamiche familiari tutte da scoprire. Il titolo stesso suggerisce una trama costruita su equivoci e relazioni intrecciate, dove il letto – simbolo di intimità e vita domestica – diventa il centro di una narrazione ironica e coinvolgente.
Sul palco un cast affiatato, pronto a dare vita a personaggi vivaci e riconoscibili, capaci di strappare risate ma anche di offrire spunti di riflessione. La regia e l’interpretazione si muovono nel solco della tradizione della commedia italiana, con dialoghi brillanti e situazioni paradossali che parlano al pubblico con leggerezza e intelligenza.
Il nome stesso della compagnia richiama la funzione più profonda dell’arte scenica: essere un antidoto contro l’indifferenza, la solitudine e le difficoltà sociali. In questo caso, l’antidoto è doppio: da un lato il sorriso che cura, dall’altro la solidarietà concreta che sostiene.
L’appuntamento del 6 marzo rappresenta dunque un’occasione importante per la comunità gelese e per tutti coloro che desiderano unire divertimento e impegno civile. Partecipare significa non solo assistere a uno spettacolo di qualità, ma contribuire attivamente a un gesto di vicinanza verso Niscemi.
Una serata da segnare in agenda: teatro, risate e cuore, per dimostrare ancora una volta che la cultura può fare la differenza
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