Gela celebra San Basilide: “Carcere specchio delle fragilità sociali, servono risorse e equilibrio”
A Gela la Polizia Penitenziaria celebra San Basilide: tra carenze di organico e fragilità del sistema carcerario.
Gela. Nel salone della Casa circondariale di Gela si è svolta la celebrazione di San Basilide, patrono della Polizia Penitenziaria. Un appuntamento che ha visto la partecipazione delle autorità civili e militari, insieme ai volontari impegnati quotidianamente all’interno dell’istituto.
La funzione religiosa è stata presieduta da Don Lino Giuliana, con il cappellano dell’istituto Don Raimondo Giammusso, in un momento di raccoglimento dedicato alla figura del santo martire di Alessandria, simbolo di giustizia e umanità.
Un richiamo che, secondo il comandante di reparto, Commissario Capo Francesco Vizzì, rappresenta un punto centrale dell’identità del Corpo.
“San Basilide coniuga il senso del dovere e l’umanità, ed è questo ciò che viene richiesto ogni giorno agli appartenenti alla Polizia Penitenziaria”, ha dichiarato Vizzì. “Siamo chiamati a garantire sicurezza e rispetto delle regole, ma senza mai perdere la dimensione umana del nostro lavoro”.
Nel suo intervento, il comandante ha sottolineato anche le difficoltà operative quotidiane, a partire dalla carenza di personale e dal carico crescente di responsabilità negli istituti.
“Lavoriamo spesso in condizioni complesse, con organici ridotti e strutture che richiedono una presenza costante. Il carcere, infatti, non può mai fermarsi: è un servizio h24”, ha evidenziato.
Al centro resta anche il tema delicato dell’equilibrio tra sicurezza e funzione rieducativa della pena, uno degli aspetti più complessi della gestione penitenziaria.
“Bisogna garantire l’esecuzione della pena nel rispetto dei diritti delle persone detenute, ma allo stesso tempo far comprendere il valore delle regole. Le sanzioni previste dall’ordinamento non sono punitive in senso assoluto, ma strumenti necessari al percorso rieducativo”, ha aggiunto Vizzì.
La giornata di San Basilide diventa così anche l’occasione per riflettere su un sistema penitenziario che, secondo quanto emerge, riflette sempre più le fragilità del contesto sociale esterno: disagio psicologico, episodi di violenza e crescente pressione sul personale.
“Il carcere oggi rispecchia molte delle criticità della società”, ha concluso il comandante. “Serve attenzione, risorse e soprattutto la capacità di mantenere un equilibrio tra fermezza e umanità, che è poi il cuore del nostro lavoro quotidiano”.
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