Galvagno “Lo Statuto siciliano è patto vivo tra istituzioni e cittadini, va difeso”
Così il presidente dell'Ars Gaetano Galvagno nel suo intervento al seminario di studi 'Riflessioni sull'Autonomia a 80 anni dall'approvazione dello Statuto della Regione Siciliana'
PALERMO (ITALPRESS) – “Lo Statuto siciliano è nato in un momento drammatico ma al contempo carico di speranza, nel contesto della fine della seconda guerra mondiale”. Così il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno nel suo intervento al seminario di studi ‘Riflessioni sull’Autonomia a 80 anni dall’approvazione dello Statuto della Regione Siciliana’, organizzato in occasione dell’ottantesimo anniversario dello Statuto siciliano. “Nel corso dei decenni una serie di disposizioni fondamentali sono rimaste inattuate o applicate solo parzialmente, non trovando la piena realizzazione che si sperava – continua Galvagno, – Il principio autonomista è stato a volte indebolito da ritardi e rinvii. Lo Statuto non è un monumento da commemorare una volta l’anno, ma un patto vivo tra istituzioni e cittadini che chiede di essere celebrato e difeso: l’autonomia speciale della Sicilia non è una rivendicazione identitaria fine a se stessa, ma uno strumento per costruire futuro e una responsabilità per dimostrare che il decentramento può favorire equità e crescita; alle nuove generazioni dobbiamo consegnare la prova concreta che i principi di base dello Statuto possono guidarci ancora e favorire la coesione della nostra terra”.
“Abbiamo voluto organizzare per gli ottant’anni dello Statuto siciliano un evento non festoso ma molto sobrio, insieme alle quattro Università dell’isola: Palermo, Messina, Enna e Catania. Probabilmente non c’è una piena conoscenza delle possibilità che potrebbe dare e dà lo Statuto: come ogni cosa va sicuramente ammodernata, sfruttata e declinata nella giusta maniera. Oggi, insieme a studiosi e docenti, vogliamo parlarne, festeggiarlo e provare a migliorarlo”, ha aggiunto il presidente dell’Ars a margine del seminario.
– Foto xd8/Italpress –
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