Frattura netta tra Di Stefano e Donegani: dall'agorà alle scelte regionali, solco sempre più profondo

Il sindaco e l'ex parlamentare regionale, a oggi, sul versante politico e amministrativo parlano lingue vicendevolmente incompatibili

11 luglio 2026 06:00
Frattura netta tra Di Stefano e Donegani: dall'agorà alle scelte regionali, solco sempre più profondo  - Donegani e Di Stefano
Donegani e Di Stefano
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Gela. Da mesi, ormai, la collocazione più netta e intransigente, nell'alveo dell'opposizione alla giunta del sindaco Terenziano Di Stefano, ha i colori di "PeR" (che fa riferimento diretto a "Controcorrente" del parlamentare Ars Ismaele La Vardera), gruppo che a livello regionale è tra le file progressiste, le stesse di partiti che sostengono il primo cittadino. Il segretario regionale Miguel Donegani e con lui il consigliere comunale "Controcorrente" Paolo Cafa' hanno preso diametralmente le distanze da Di Stefano. La vicenda di Poggio Arena, dei ricorsi al tar e da ultimo quella del comando della polizia municipale, di base non con connotati strettamente politici ma gradualmente transitate verso forti riflessioni di questo tipo, sono ennesimi capitoli di una distanza siderale (anche personale), in primis tra Donegani e il capo dell'amministrazione. Se lo scorso anno, quando "PeR" decise di supportare Di Stefano, candidato alla presidenza della Provincia, un'intesa generale, anche in città, sembrava quasi a portata di mano, adesso ipotizzare riavvicinamenti repentini è sostanzialmente un ragionamento quasi da fantascienza politica. Il sindaco apprezza poco il modo di fare opposizione del gruppo di Donegani e l'ex parlamentare Ars non si rivede per nulla nel metodo amministrativo e politico di Di Stefano. Ogni occasione è buona per confermare mondi politici e di programmazione per la città agli antipodi. "PeR", nel progetto "Controcorrente" di La Vardera, a più riprese - ma non c'era neanche da precisarlo - ha ribadito di non rivedersi nell'amministrazione Di Stefano. Un profondo gelo, politico e personale, tra il primo cittadino e il leader "PeR" Donegani (con un'origine già maturata ai tempi dell'agorà per la scelta del candidato ricaduta proprio sull'esponente civico), che non pare alimentato solo dalle strategie del modello Di Stefano, che a Palazzo di Città annovera pure l'Mpa, Sud chiama nord e Azione, tutte caselle politiche che secondo la dirigenza "PeR" andrebbero depennate prima possibile se il sindaco vorrà dirsi veramente progressista. Non è un caso che pure quando il focus si trasferisce sulle mosse regionali, i distinguo non mancano. Donegani sostiene, senza se e senza ma, la corsa, già conclamata, di La Vardera alla presidenza della Regione. Di Stefano, che invece guarda a un quadro siciliano progressista ma senza fughe in avanti, proprio a La Vardera, di recente, si è rivolto, suggerendogli di sedersi al tavolo di coalizione e da lì ottenere l'investitura ufficiale. Considerazioni non piaciute per nulla a Donegani che ha parlato di un'invasione di campo del primo cittadino civico, "che dovrebbe invece occuparsi della città", ha puntualizzato. Difficile che il tavolo regionale dei progressisti - come abbiamo riferito pronto a riunirsi in città su proposta dello stesso Di Stefano - possa attutire le differenze. Salvo clamorose inversioni di marcia, alla riunione gelese non dovrebbero esserci né Donegani né, tantomeno, La Vardera. Ci saranno sigle e referenti regionali con i quali invece il sindaco dialoga senza troppi problemi: dai dem ai cinquestelle e fino ai gruppi del contesto fuori dai partiti. Quella di "PeR", in città, è una posizione difficilmente trattabile: opposizione dura e pura (salvo inversioni di rotta del sindaco decisamente poco probabili almeno nei riguardi del gruppo di Donegani) in attesa del prossimo anno, quando le elezioni regionali diranno se il campo progressista potrà presentarsi compatto oppure se le diffidenze interne (in città piuttosto conclamate) avranno la meglio. Il sindaco, proponendo ai leader progressisti siciliani di riunirsi in città, ha voluto lanciare l'ennesimo appello al mutamento di passo, in un territorio provinciale segnato dalle inchieste e da una questione morale che si è abbattuta in larga parte su pezzi importanti del centrodestra. Donegani e i suoi, invece, propendono per le "contraddizioni" politiche dell'esperienza Di Stefano, dato che nella sua giunta "c'è una parte del centrodestra che governa la Regione", come hanno più volte detto. Il sindaco e l'ex parlamentare regionale, a oggi, sul versante politico e amministrativo parlano lingue vicendevolmente incompatibili.

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