"Fibrillazioni interne fisiologiche", Giudice: "Candidata? Le decisioni spettano al partito"
Per il presidente, le voci che spesso, anche se in maniera non proprio plateale, sembrano scuotere le stanze dei partiti di maggioranza, possono starci "peraltro considerando che a breve verranno fatte scelte in vista delle prossime scadenze elettorali
Gela. "Fibrillazioni interne? Penso siano fisiologiche sia in una maggioranza come la nostra sia nei partiti che sostengono il sindaco". Il presidente del civico consesso Paola Giudice, che si appresta a convocare la seduta durante la quale verrà formalizzato l'insediamento del neo consigliere Paolo Cafa', non sembra per nulla temere questo periodo a tinte forti, nelle file degli alleati del sindaco Terenziano Di Stefano. "Fa bene il sindaco a confrontarsi con i consiglieri e con gli assessori - aggiunge Giudice - i tanti impegni istituzionali e amministrativi possono limitare lo spazio per questo tipo di raffronti. Però, posso dire che il sindaco è sempre pronto a ricevere qualsiasi proposta e a confrontarsi con tutti. Lo stesso vale per me, visto il mio ruolo istituzionale". Per il presidente, quindi, le voci che spesso, anche se in maniera non proprio plateale, sembrano scuotere le stanze dei partiti di maggioranza, possono starci "peraltro considerando che a breve verranno fatte scelte in vista delle elezioni regionali e nazionali". Proprio il nome del presidente circola tra quelli di potenziali candidati per la corsa all'Ars. Due anni fa, fece la scelta di aderire al Movimento cinquestelle, venendo comunque da un contesto progressista e di sinistra. Anche lei sa bene che tra i cinquestelle, non sono mancate divergenze interne, sovente sopite dagli interventi del parlamentare Ars e coordinatore regionale Nuccio Di Paola. Giudice ha un dialogo piuttosto costante con altri pentastellati come i consiglieri Francesco Castellana e Massimiliano Giorrannello. Non fa fughe in avanti. "La candidatura alle regionali? Sono scelte che giustamente spettano al partito - conclude - sono sempre stata dell'idea che non ci si debba proporre ma essere scelta dal partito, dopo i giusti passaggi interni e partecipando alla vita del partito stesso".
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