FI stretta tra l'inchiesta e il dopo Mancuso, iniziano le prime riflessioni: in città attesa per le evoluzioni
Mancuso, senza ombra di dubbio, in questi anni ha dettato le regole del partito e declinato numeri e voti, tessendo consenso e facendosi, di fatto, lui stesso partito. Ieri, a Caltanissetta, sembra che diversi dirigenti FI abbiano fatto valutazioni
Gela. L'inchiesta giudiziaria su corruzione e contribuiti che sta toccando pesantemente il parlamentare Ars Michele Mancuso e il suo stretto collaboratore Lorenzo Tricoli non ha risvolti solo giudiziari ma certamente anche politici. Lo abbiamo già riferito, subito dopo l'esecuzione della misura degli arresti domiciliari a carico del deputato Ars: non mancheranno effetti "collaterali", anzitutto tra i forzisti. Si attendono prossimi passaggi, a cominciare dal ricorso al riesame, che gli indagati, compreso il deputato Ars, quasi certamente proporranno, nel tentativo di una decisione favorevole quanto alla misura e all'ordinanza emessa dal gip nisseno, su richiesta della procura. Se i domiciliari venissero confermati, anzitutto ci sarebbe il cambio all'Ars, con il giuramento del consigliere comunale niscemese Rosetta Cirrone Cipolla, e gli azzurri, in provincia e non solo, inizierebbero una riflessione, probabilmente sul dopo Mancuso. In città, la dirigenza di Forza Italia, nella quasi totalità, fa riferimento proprio al deputato e chiaramente non può che attendere eventuali sviluppi, prima di valutare il da farsi. Il prossimo anno sarà quello delle regionali che prima dell'inchiesta sembravano già cosa fatta per Mancuso o per un eventuale candidato FI da lui indicato. Il parlamentare regionale, senza ombra di dubbio, in questi anni ha dettato le regole del partito e declinato numeri e voti, tessendo consenso e facendosi, di fatto, lui stesso partito. In Forza Italia, salvo casi assai sporadici, ogni strategia è passata da Mancuso, compresa quella di due anni fa che portò il partito, in città, a sostenere la candidatura dell'ingegnere Grazia Cosentino, in questi mesi molto vicina a FI, che però con la tempesta giudiziaria in atto ha bloccato qualsiasi nuova adesione. Ieri, a Caltanissetta, sembra che diversi dirigenti provinciali azzurri abbiano fatto il punto della situazione. Decifrare un eventuale post-Mancuso non è semplice. A Caltanissetta, sia in municipio sia nel palazzo della Provincia, il sindaco nisseno e presidente del Libero Consorzio Walter Tesauro è al centro del forcing politico dell'opposizione, che lo ritiene fin troppo vicino a Mancuso e al gruppo toccato dall'indagine. Le vittorie di Tesauro, nessuno lo nasconde, sono state frutto di accordi e alleanza battezzate da Mancuso. Tesauro ha, a sua volta, un ruolo sicuramente non secondario nel contesto di Forza Italia, così come l'ex assessore regionale, attuale consigliere comunale nisseno e nel Libero Consorzio, Gianluca Micciché. L'eventuale ingresso all'Ars del consigliere comunale niscemese Rosetta Cirrone Cipolla apre inoltre ulteriori scenari. Lei stessa, alle ultime regionali, ottenne numeri consistenti, catalizzando il voto della sua comunità cittadina e non solo. Non è ancora chiaro se i vertici siciliani e nazionali di Forza Italia, qualora Mancuso rimanesse ai domiciliari, decideranno di disporre un periodo di commissariamento del partito della provincia di Caltanissetta, dato che lo stesso Mancuso è coordinatore. I forzisti gelesi avranno un loro spazio in questa fase di riflessioni, pur sapendo che in città non mancano esponenti, che guardano a Forza Italia, ma non si sono mai avvicinati a Mancuso, stando invece lungo la linea politica dell'europarlamentare Marco Falcone. L'inchiesta e le pesanti accuse mosse al deputato di Forza Italia potrebbero diventare un inatteso giro di boa per gli azzurri, non senza conseguenze politiche.
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