Ferì il cugino sparando in via Neri, per Raniolo ricorso in Cassazione
Le immagini dei sistemi di videosorveglianza condussero i carabinieri proprio al diciannovenne, poi arrestato
Gela. Sarà anche la Cassazione a occuparsi del tentato omicidio di via Neri, risalente a gennaio. I pm della procura e i carabinieri ritengono che il diciannovenne Giovanni Raniolo abbia fatto fuoco contro un gruppo di giovani, puntando al cugino, con il quale c'erano state precedenti tensioni. Il cugino rimase ferito, raggiunto da un colpo al piede e inizialmente non ammise gli spari. Le immagini dei sistemi di videosorveglianza condussero i carabinieri proprio al diciannovenne, poi arrestato. Il riesame avverso la misura di custodia cautelare in carcere, nelle scorse settimane, è stato respinto. Così, la difesa si rivolgerà ai giudici romani di Cassazione per una nuova valutazione. Raniolo, in fase di interrogatorio, ha spiegato di aver sparato non per uccidere ma solo per intimidire i rivali, che secondo la sua versione lo stavano aspettando armati di pesanti bastoni. Il diciannovenne sparò da uno scooter in transito condotto da un presunto complice, non identificato. Le indagini sono attualmente in corso.
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