Femminicidio Abaza, il convivente accusato dell'omicidio lascia il carcere per decorrenza dei termini
Attualmente, in libertà, è sottoposto all'obbligo di presentazione e a quello di dimora
Gela. È accusato di aver ucciso la convivente sessantacinquenne, Veronica Abaza, trovata ormai senza vita, un anno fa, in un'abitazione di via Amendola. Il quarantunenne romeno Lucian Stan ha però lasciato il carcere per decorrenza dei termini di custodia cautelare. È stata la procura a inoltrare al gip del tribunale la richiesta in tal senso, dato che il termine massimo era già stato raggiunto, quasi contestualmente alla richiesta di rinvio a giudizio e alla fissazione dell'udienza preliminare, prevista a fine novembre. La scadenza dei termini ha portato Stan a lasciare il carcere. Attualmente, in libertà, è sottoposto all'obbligo di presentazione e a quello di dimora. Le indagini sono state chiuse nelle scorse settimane e i pm hanno poi provveduto con la richiesta di rinvio a giudizio a suo carico. La procura e i carabinieri, che si occuparono delle indagini, sono certi che la morte della sessantacinquenne sia un caso di femminicidio, esito tragico di un rapporto fatto di costante violenza a suo danno. Stan, subito dopo l'arresto, ammise di aver aggredito, quella sera in casa, la convivente ma di non averla uccisa. Gli accertamenti tecnici, che hanno richiesto parecchio tempo per maggiori approfondimenti, anche in seguito all'autopsia sul cadavere della donna romena, hanno fatto emergere segni ritenuti decisivi dall'accusa. Stando alla ricostruzione investigativa, Stan avrebbe colpito più volte la vittima, mettendosi sopra di lei e causando un effetto schiacciamento che sarebbe stato fatale. Inizialmente, il quarantunenne forni' una versione che non convinse, parlando di un incidente domestico. Anche i soccorsi vennero allertati in ritardo dall'imputato. Tutto il procedimento viene seguito dalla figlia della vittima, assistita dal legale Angelo Cafa'. Stan è invece difeso dall'avvocato Davide Limoncello.
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