"Emergenza sanità non più sostenibile", Franzone e Cascio in Regione: "Sarà informato assessore"
Incontro in Regione
Gela. Un'emergenza da non dover più sottovalutare e da affrontare con decisione e risolutezza. L’assessore alla salute Filippo Franzone e il presidente della commissione consiliare sanità Floriana Cascio hanno incontrato questa mattina a Palermo Giuseppe Laccoto, presidente della IV commissione all’Ars. Al deputato hanno relazionato in maniera dettagliata soprattutto sulle emergenze che non possono essere affrontate all’ospedale Vittorio Emanuele di Gela. In particolare ci si è soffermati sui livelli essenziali di assistenza. Sulle emergenze è stato fatto riferimento al pronto soccorso, in affanno da anni e attualmente due soli medici in servizio, su una pianta organica di quattordici. Grave la situazione per infarti, ictus ed emorragie cerebrali. Non possono essere trattati perché non prevista dalla rete ospedaliera l’Emodinamica. Discorso simile perché non è mai stata attivata la Stroke Unit di Neurologia, nonostante sia prevista sin dal 2017. I politraumi, non possono essere trattati perché da anni spesso i medici della Uoc di Ortopedia sono meno di tre, quindi non possono operare. Nella relazione è sottolineata la mancata erogazione dei servizi di emergenza, tempi lunghi per tutto il resto. Aumento della migrazione passiva (l’Asp Cl2 è tra i primi posti insieme a Enna, il corrispettivo della migrazione passiva verso altri enti ammonta mediamente tra gli 50 e gli 80 milioni di euro). Non si effettuano ricoveri nelle Uoc di Oncologia, Nefrologia; Psichiatria chiusa dal 2021; Ginecologia e Ostetricia con soli 4 medici su 9 ed apparecchiature obsolete e/o non funzionanti. Sono previsti 242 posti letto, presenti meno di 150; UTIN, Neurologia, Anatomia e Istologia Patologica, Terapia del Dolore, Genetica Medica, Microbiologia e virologia, tutte Unità Operative previste da oltre 10 anni e mai attivate. Poi ci sono i paradossi, come il caso del dottor Giuseppe Di Martino, senologo apprezzato e prossimo cittadino onorario gelese andato in pensione, che ha dato disponibilità come consulente esterno e non ancora chiamato. “Abbiamo voluto consegnare un documento sintetico- hanno detto l’assessore Franzone e la Cascio - per evidenziare la drammaticità della situazione dell’area gelese dal punto di vista ospedaliero. Conosciamo la situazione della sanità siciliana, conosciamo le problematiche degli altri territori, ma possiamo affermare con certezza che Gela, nonostante dovrebbe ricevere maggiori attenzioni perché dichiarata dall’Oms “Zona ad alto rischio Industriale” e area Sin, Sito di Interessse Nazionale, sta pagando il prezzo più alto di tutti in Sicilia, non potendo garantire cure immediate ai propri cittadini. Non abbiamo voluto citare il tasto dei servizi territoriali per non deviare l’attenzione, dove anche in questo caso l’ultima data disponibile per le prenotazioni Asp è sempre Gela, causando migrazione passiva e per chi rinuncia mancata prevenzione”. Il presidente Laccoto chiederà all’assessore regionale alla sanità di intervenire, pienamente consapevole delle legittime rivendicazioni arrivate sul tavolo della Regione da parte del territorio.
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