Droga, furti e armi nell'inchiesta "H24 store": quattro condanne e un'assoluzione
L'inchiesta fece luce su un giro di droga, soprattutto cocaina
Gela. Lo spaccio di droga capillare, scoperto in città dagli investigatori, ha portato a quattro condanne, nei riguardi di imputati coinvolti nell'inchiesta “H24 store”. L'indagine, condotta dai pm della procura e dai poliziotti, ricostruì inoltre furti e la disponibilità di armi. Il gup Roberto Riggio, a conclusione del giudizio abbreviato, ha disposto la condanna nei confronti di Giuseppe Di Noto, ritenuto il vero vertice nell'affare della droga, con centinaia di episodi di spaccio che gli venivano addebitati. La pena complessiva è di sei anni e quattro mesi ma in continuazione con pene già emesse a suo carico. Condanna anche per Gaetano Incorvaia, sempre con la continuazione rispetto a pene precedenti, a quattro anni e sei mesi (un anno e quattro mesi sulla base del riconoscimento della continuazione). Un anno e quattro mesi, sempre in continuazione con una precedente condanna, ormai definitiva, per Carmelo Ascia. Sei mesi, infine, rispetto alla posizione di Arnaldo Peritore: anche in questo caso con il riconoscimento della continuazione rispetto a precedenti condanne. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Cristina Alfieri, Francesco Enia e Marco Granvillano. Assoluzione per Nicolò Morello, al quale veniva contestato un furto. La decisione è stata emessa con la formula “per non aver commesso il fatto”, come sostenuto dal suo difensore di fiducia, l'avvocato Filippo Spina. La procura aveva concluso per la condanna di tutti gli imputati.
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