Dissalatore attivo ma senza autorizzazioni ambientali, Lorefice: "Caso in parlamento"

Il soggetto attuatore, Siciliacque, propose istanza agli uffici della Provincia a luglio 2025, per l'autorizzazione unica ambientale

01 aprile 2026 12:35
Dissalatore attivo ma senza autorizzazioni ambientali, Lorefice: "Caso in parlamento" -
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Gela. Il ciclo del dissalatore, nell'area industriale locale, è ripartito la scorsa estate. È uno dei tre impianti voluti dal governo regionale: gli altri sono nelle aree di Trapani e Porto Empedocle. Si tratta di sistemi predisposti per sopperire a eventuali emergenze idriche. Il senatore Pietro Lorefice ha però presentato un'interrogazione parlamentare, sottolineando che lo start ufficiale, un anno fa, è avvenuto in deroga alle autorizzazioni necessarie, che ancora oggi non sarebbero state rilasciate. Il soggetto attuatore, Siciliacque, propose istanza agli uffici della Provincia a luglio 2025, per l'autorizzazione unica ambientale, e gli enti coinvolti nella conferenza di servizi avevano tempo fino al 9 ottobre successivo per rilasciare tutti i necessari pareri. Il commissario nazionale per l'emergenza idrica, Nicola Dell'Acqua, poco prima dell'avvio del ciclo del dissalatore locale, rilasciò un decreto con il quale si acconsentiva appunto allo start vero e proprio, “in deroga alle ordinarie procedure autorizzative”. Il “carattere urgente e non differibile della situazione” veniva richiamato nel provvedimento, allo scopo di dare il via libera alle attività dell'impianto, ancor prima della conclusione della procedura finalizzata all'Autorizzazione unica ambientale. "Ho presentato un’interrogazione parlamentare sul dissalatore di Gela, attivo da agosto 2025, senza autorizzazioni ambientali definitive. Un impianto già in funzione e inserito nel sistema idrico con impatti sul mare, a partire dallo scarico delle salamoie. L’emergenza idrica non può diventare un alibi per aggirare le regole. Chiedo al governo - spiega Lorefice - su quale base giuridica si stia operando, a che punto siano le autorizzazioni e quali siano gli esiti dei monitoraggi ambientali, oltre alla pubblicazione dei dati. Trasparenza e sicurezza non sono negoziabili”.

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