Dighe in sofferenza perenne e reti sempre più fragili, ennesimo guasto lungo le condotte
Anche le reti che dovrebbero convogliare l'acqua si dimostrano sempre più fragili
Gela. L'sos lanciato da chi lavora tra i campi del territorio è pressoché costante, come abbiamo più volte riferito. Le dighe non riescono a invasare per veri e propri deficit strutturali e l'unico bacino artificiale che può accumulare, seppur al minimo, quello di Cimia, a breve sarà svuotato per lavori ma senza che l'acqua possa finire nei campi, dato che sarà sversata in mare, come accade costantemente. Non è solo un grande vulnus generato dai problemi strutturali delle dighe. Anche le reti che dovrebbero convogliare l'acqua si dimostrano sempre più fragili. A inizio settimana, l'ennesimo guasto lungo la condotta che collega la stessa diga Cimia. Non ha retto alla pressione: l'acqua solo per appena ventiquattro ore ha raggiunto le vasche di accumulo ma con quantitativi minimi. Le vasche di Badia e Settefarine, non a caso, sono perennemente a secco. L'assessorato regionale all'energia ha fatto sapere che si sono mossi passi in direzione della progettazione per la nuova interconnessione tra le dighe Disueri e Cimia (i guasti negli anni sono stati molteplici). Porre rimedio alle carenze ataviche non pare per nulla semplice soprattutto perché non si riesce a garantire neanche il minimo indispensabile agli agricoltori. È principalmente la Regione che deve battere più di un colpo davanti a uno scenario complessivo decisamente allarmante.
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