Differenziata, report Ispra: nel 2024 provincia supera 65 per cento, Gela più di Caltanissetta
Sul territorio, quelli che rilevano maggiormente sono i numeri dei due comuni più popolosi e vasti, Gela e Caltanissetta. Numeri che sono stati forniti mentre nei prossimi mesi si dovranno concretizzare conclusioni precise sulle sorti dell'impiantistica
Gela. Il ciclo dei rifiuti, quanto alle percentuali di raccolta differenziata, è monitorato, annualmente, da Ispra, che anche per il 2025, sulla base di dati aggiornati al 2024, ha rilasciato le risultanze emerse. La provincia di Caltanissetta, in assoluto, è tra quelle che in Italia hanno una produzione pro capite di rifiuti urbani inferiore a 400 chili per abitante, dietro solo a quella di Campobasso. Il dato per la provincia nissena, stando ai numeri di Ispra, è di 397 chili pro capite. La raccolta differenziata si attesta al di sopra della soglia del 65 per cento, facendo segnare, per il 2024, il 66,4 per cento. Sul territorio, quelli che rilevano maggiormente sono i numeri dei due comuni più popolosi e vasti, Gela e Caltanissetta. Gela fa segnare, per il 2024, la percentuale di raccolta differenziata del 65,46 per cento (era al 58,06 per cento nel 2023). Caltanissetta registra il 62,80 per cento, per il 2024. In provincia, i numeri in assoluto maggiori, per quanto concerne la raccolta differenziata, vengono riportati per il comune di Marianopoli che registra l'82,87 per cento ma con una popolazione di residenti che è indicata in 1.532 unità. Quota 80 per cento viene superata anche a Butera e Montedoro, a loro volta centri con popolazione inferiore a cinquemila abitanti. Il dato più basso è quello di Riesi che fa segnare il 52,71 per cento di raccolta differenziata. Fra i numeri del catasto Ispra, allegati al report, e quelli del rapporto pubblicato, la provincia di Caltanissetta viene collocata tra quelle che hanno superato la soglia del 65 per cento di raccolta differenziata, su base nazionale. Nel dettaglio, per Gela, a prevalere è la quota della frazione organica che supera il 48 per cento, carta e cartone raggiungono il 23,7 per cento e poi il vetro con il 14,5 per cento. Gela, su scala regionale, tra le città più grandi, si trova su una linea percentuale di poco inferiore a Ragusa e Trapani. Spicca invece Marsala che si attesta quasi al 78 per cento. I dati sono molto più bassi, infine, nei centri in assoluto più grandi dell'isola, Palermo, Catania, Messina e Siracusa. Il capoluogo di Regione è fermo addirittura al 17,34 per cento. Per Gela, l'ultimo dato, legato a novembre 2025, lo ha fornito Impianti Srr, la società in house che gestisce il servizio rifiuti: indica il 63,34 per cento di raccolta differenziata. Numeri che sono stati forniti mentre nei prossimi mesi si dovranno concretizzare conclusioni precise sulle sorti del sistema di compostaggio di Brucazzi, ancora al palo ma destinato all'acquisizione da parte della Srr4, e inoltre delle due vasche sature del sito di Timpazzo, che è il fulcro della filiera dell'impiantistica, con la vasca E e il sistema Tmb. Non è ancora arrivato a soluzione il tema del centro comunale di raccolta, che dovrebbe sorgere in un'area comunale, lungo la Gela-Vittoria. Attualmente, va avanti, in proroga, quello provvisorio a Settefarine. E' probabile che riscontri maggiori arriveranno pure sul destino del progetto di ampliamento di Timpazzo, con una nuova vasca e un impianto syngas. Il punto di volta decisivo sarà certamente la riduzione ulteriore dei quantitativi conferiti in discarica.
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