Diabetologia pediatrica al "Vittorio Emanuele", chi l'ha vista? "Promesse non attuate"

Durante il tavolo istituzionale del 5 dicembre 2025 tra l’Asp di Caltanissetta e le associazioni territoriali era stata annunciata l’attivazione di un punto satellite di diabetologia pediatrica a Gela

28 giugno 2026 10:47
Diabetologia pediatrica al "Vittorio Emanuele", chi l'ha vista? "Promesse non attuate" - Glenda Paci
Glenda Paci
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Gela. È trascorso un mese, ma nulla è cambiato. Il centro satellite di diabetologia pediatrica annunciato per l’ospedale Vittorio Emanuele di Gela resta ancora sulla carta, mentre il servizio di supporto psicologico dedicato ai bambini e agli adolescenti diabetici continua a essere sospeso. Lo spiega Glenda Paci dell'associazione "Diabete 3". Una situazione che alimenta la rabbia delle famiglie e delle associazioni, che denunciano il perdurare di una grave carenza assistenziale. Eppure gli impegni sembravano chiari. Durante il tavolo istituzionale del 5 dicembre 2025 tra l’Asp di Caltanissetta e le associazioni territoriali era stata annunciata l’attivazione di un punto satellite di diabetologia pediatrica a Gela, collegato al centro specialistico del capoluogo. L’obiettivo era semplice quanto indispensabile: evitare alle famiglie continui viaggi verso Caltanissetta o altre strutture sanitarie, garantendo visite, controlli e assistenza direttamente sul territorio. In quella stessa occasione era stata prospettata anche la presenza periodica del dottor Alfonso La Loggia per avviare il servizio. Da allora, però, nessun passo avanti. Nessuna inaugurazione, nessun calendario operativo, nessuna comunicazione ufficiale sui tempi di attivazione. A rendere ancora più pesante la situazione è anche la sospensione dello sportello di supporto psicologico, avviato nell’ottobre 2025 e interrotto dopo appena due mesi con la conclusione dell’incarico delle professioniste coinvolte. Un servizio considerato essenziale, perché convivere con il diabete in età pediatrica significa affrontare quotidianamente non solo una patologia cronica, ma anche importanti difficoltà emotive e psicologiche che coinvolgono l’intero nucleo familiare. Ma c’è un aspetto che rende la vicenda ancora più difficile da comprendere. Secondo quanto denunciano le associazioni, gli specialisti necessari sarebbero già disponibili. I professionisti ci sono, ma non vengono chiamati e il servizio continua a non partire. Una situazione che alimenta interrogativi sulle reali ragioni di questo stallo e sulla mancanza di risposte concrete da parte dell’Asp.

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