Di Stefano: "Centrodestra in difficoltà, progetto serio con La Vardera, Di Paola, dem, Faraone e De Luca"

Di Stefano non scinde per nulla il percorso del progetto civico da quello dei partiti che si rifanno all'area progressista e centrista. "La magistratura e il controllo condotto stanno facendo emergere l'insostenibilità di sistemi chiusi", dice

10 giugno 2026 21:13
Di Stefano: "Centrodestra in difficoltà, progetto serio con La Vardera, Di Paola, dem, Faraone e De Luca" - Il sindaco Terenziano Di Stefano
Il sindaco Terenziano Di Stefano
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Gela. Vicende amministrative che si trascinano da anni, dal porto insabbiato ai disservizi sanitari, ma anche esigenze man mano venute a concretizzarsi, come nel caso del personale che manca per i musei, hanno riproposto una netta lontananza del sindaco Terenziano Di Stefano e del suo gruppo civico dai capisaldi del centrodestra di governo, in Regione così come a Roma. Salvo il caso, tutto locale, dell'Mpa, Di Stefano e i civici, di fatto, non assolvono nessuno tra le file di un centrodestra di maggioranza, a Palermo e nel governo nazionale, che stenta a dare risposte alla sua amministrazione comunale. “Ho l'impressione che nel centrodestra, già a partire dai leader, ci sia un nervosismo palpabile – dice il sindaco – tutte le inchieste giudiziarie che stanno toccando importanti esponenti di quest'area politica, in Sicilia e non solo, sono un segnale che fa riflettere. La magistratura e il controllo attento che viene portato avanti stanno facendo emergere l'insostenibilità di sistemi chiusi, accessibili solo con un totale allineamento”. Davanti a quello che appare un momento non di transizione ma di mutamento forte, per Di Stefano chi non si rivede in certi sistemi e nel contesto del centrodestra, deve lavorare per “una coalizione fatta da laboriosi e che nasca per stare insieme e governare bene”. L'appello del primo cittadino è ben calibrato. “La Vardera, Di Paola, i dem, attraverso Barbagallo e Catanzaro all'Ars, Faraone e non escluderei affatto Sud chiama nord, con De Luca, devono sedersi a un tavolo e dare vita a un progetto per la Sicilia che sia serio e credibile. Sono convinto - continua - che un progetto di questo tipo porterebbe da subito l'appoggio di professionisti, associazioni che operano nel volontariato e di tante espressioni del mondo cattolico. Spetta a questi sei “senatori” dare un volto al progetto e come civici ci saremo sicuramente”. Di Stefano non scinde per nulla il percorso del progetto civico da quello dei partiti che si rifanno all'area progressista e centrista. “Quello che sta avvenendo in città, con il pieno coinvolgimento di tutte le forze alleate, dei singoli consiglieri, delle segreterie e degli assessori, è un esempio di come si possa governare in maniera laboriosa – aggiunge - nonostante le difficoltà e seppur possano esserci, ogni tanto, svarioni. Noi andiamo avanti con una maggioranza solida che vuole governare e lavorare per migliorare la città e uscire dal dissesto che ci limita parecchio”. Una via che per il sindaco trova conferma nei recenti risultati elettorali dei ballottaggi alle amministrative, in Sicilia. “Agrigento, Bronte e non solo – conclude – mettono in luce la presenza di un centrodestra che si è spaccato, così come avvenne due anni fa in città. Sono chiaramente casi che hanno peculiarità proprie, anche perché i ballottaggi sono nuove elezioni. Però, l'esito deve dare ancora maggiore slancio per costruire”.

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