Di Stefano: "Campo largo con persone perbene, nessun daspo politico altrimenti noi non ci saremo"
Ancora una volta, il sindaco ripropone una visuale politica e strategica decisamente aperturista, oltre all'importanza dei temi per la città
Gela. Le sue posizioni, politiche e amministrative, il sindaco Terenziano Di Stefano, partendo da temi come la sanità in crisi, la vicenda Timpazzo e l'irrisolto porto rifugio, le ha espresse davanti a tutti i riferimenti regionali di partiti e movimenti progressisti e civici. Il tavolo regionale riunitosi in città, lunedì, ha rimarcato inoltre la distanza, netta, tra il capo dell'amministrazione e il governo regionale. Di Stefano ha parlato di un governo Schifani “che non ha più le carte in regola per affrontare i problemi del territorio”. “Sappiamo benissimo che affrontare i temi strutturali della città davanti a tutti i segretari regionali dei partiti progressisti e dei movimenti civici non serve a risolverli subito – spiega Di Stefano – però, la loro presenza, al completo, in città, è un segnale importante. Dispiace per l'assenza di La Vardera ma noi lo aspettiamo sempre a braccia aperte. Per ora, ce ne facciamo una ragione. Tutti i gruppi progressisti e civici non sono al governo della Regione ma avere un confronto è fondamentale. Bisogna capire che ci sono comuni, sia piccoli che grandi, che rischiano l'isolamento se non fanno riferimento a una certa parte politica o non hanno riferimenti nel governo regionale”. Ormai da tempo, il sindaco è molto duro verso l'atteggiamento della compagine regionale rispetto alla città e alle questioni ataviche che la attraversano. L'incontro dei progressisti lo ha proposto lui stesso, invitando pubblicamente segretari e leader regionali a riunirsi in città, in un territorio fortemente toccato dalla “questione morale” delle inchieste che hanno azzoppato esponenti importanti del centrodestra. Di Stefano non cambia direzione neanche davanti alla casella delle alleanze, in vista delle prossime regionali. “Un campo largo, progressista e civico, che sia inclusivo e non tenda invece a escludere. Non si possono imporre daspo politici senza motivo. E' giusto non pensare ad alleanze con chi non prenderà le distanze dal governo regionale. Per il resto, sono dell'idea che si può vincere - continua - solo con un progetto veramente ampio. Bisogna, anzitutto, fare in fretta nella scelta del candidato alla presidenza della Regione. Così, sarà possibile costruire una programma che sia disegnato sul candidato. Non ho mai visto, nella mia esperienza, un programma che arriva prima del candidato. Cateno De Luca? Non penso sia cambiato da quando, due anni fa, fu tra i primi a sostenere la nostra coalizione alle amministrative. Ripeto, non si può imporre un daspo politico solo perché ci possono essere state interlocuzioni con il centrodestra o con il governo Schifani. Del resto, quando Ismaele La Vardera si candidò a Palermo strizzava l'occhio proprio al centrodestra e due anni fa, in città, venne a nostro supporto quando era parlamentare regionale di De Luca”. Ancora una volta, il sindaco ripropone una visuale decisamente aperturista. “Spero che si riesca a trovare un'intesa complessiva con un candidato condiviso da tutti gli alleati – aggiunge – se invece ci sarà qualcuno che magari intende giocare al massacro, così da puntare a una sconfitta, allora noi non ci saremo. Sono convinto che a livello regionale si possa sviluppare uno schema che due anni fa ci portò a vincere le amministrative in città. Persone perbene scelsero di stare insieme per governare e dare un volto diverso al territorio, senza veti. Stiamo andando avanti, nonostante le difficoltà, e abbiamo impresso un certo modo di governare la città. Se qualcuno preferisce perdere e riconsegnare la Sicilia agli stessi personaggi di sempre, con le inchieste che parlano chiaro, faccia pure ma non avrà il nostro sostegno”.
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