"Delia è partecipazione": "Bancheri fa giochi di prestigio, centrodestra? Ne fa pienamente parte"

Consiglieri e rappresentanti del gruppo ricordano i suoi trascorsi ufficiali

02 luglio 2026 07:15
"Delia è partecipazione": "Bancheri fa giochi di prestigio, centrodestra? Ne fa pienamente parte" - Il sindaco di Delia e presidente Srr Gianfilippo Bancheri
Il sindaco di Delia e presidente Srr Gianfilippo Bancheri
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Delia. Il sindaco di Delia Gianfilippo Bancheri, presidente del cda della Srr4, è impegnato, in queste settimane, ad affrontare le convulse conseguenze dell'inchiesta su Timpazzo, che ha portato a una revisione totale della governance del ciclo dei rifiuti, partendo dalla controllata Impianti Srr. L'innesto nel cda del primo cittadino di Gela Terenziano Di Stefano, di fatto, segna l'inizio di una fase maggiormente di garanzia, per il territorio. Di Stefano è subentrato all'ormai ex sindaco di Sommatino Salvatore Letizia, dimessosi per l'inchiesta che lo ha travolto. Un centrodestra che anche per le vicende di Timpazzo è stato più volte tirato in ballo. Bancheri, secondo il gruppo “Delia è partecipazione”, non può prendere le distanze da quest'area politica, invocando la mancata adesione a un partito ufficiale. In alcune dichiarazioni che abbiamo di recente riportato, ha parlato della presenza, nella sua giunta, del Partito democratico. “Sgomenta, ma non sorprende, l’ennesima uscita del sindaco Bancheri. Nel tentativo, ormai maldestro, di respingere le contestazioni di contiguità con il centrodestra, si arrampica su una ricostruzione tanto formale quanto vuota sostenendo che “bisogna puntualizzare che non risulto tesserato da anni ad alcun partito di centrodestra”, rivendicando la presenza costante del Pd nelle sue amministrazioni”, fanno sapere gli esponenti di “Delia è partecipazione”. Consiglieri e rappresentanti del gruppo ricordano i suoi trascorsi ufficiali. “Una dichiarazione che appare più un gioco di prestigio che un chiarimento politico. Perché i cittadini, a differenza di quanto il sindaco sembra sperare, hanno memoria. E quella memoria racconta un percorso politico chiarissimo: dall’adesione a “DiventeràBellissima”, certificata pubblicamente dall’allora presidente della Regione Nello Musumeci sui propri social, fino all’approdo nella Nuova Dc di Totò Cuffaro. Un’adesione condivisa dalla quasi totalità dell’attuale amministrazione e mai realmente rinnegata, nemmeno di fronte alle vicende giudiziarie che hanno investito quell’area politica. Alla luce di tutto questo, il tentativo di prendere le distanze da quella storia non è solo poco credibile: è francamente grottesco. Un esercizio di revisionismo politico che rischia di scivolare nel ridicolo”, continuano dal gruppo che esprime quattro consiglieri comunali di area civica. Pure il richiamo al Pd viene ritenuto una mossa strategica che però non trova troppa consistenza. “Ma quale Pd? Quello che per anni ha avuto una storia, una struttura, una rappresentanza reale, oggi è di fatto scomparso, dissolto, privo di identità e presenza. Richiamarlo oggi come pilastro della coalizione non è solo forzato, è offensivo per l’intelligenza di chi conosce davvero le dinamiche politiche del territorio. La verità è semplice, proprio per questo difficile da manipolare con dichiarazioni che, più che chiarire, finiscono per confermare tutte le contraddizioni di un sindaco sempre più in affanno”, concludono.

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